La quotazione scivola ancora sotto i 30 dollari, l’ Europa brucia 191 miliardi
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fonte:
- Il Secolo XIX
l’ annuncio scaroni: «ilva? potrei guidarla se ci fosse una cordata italiana»
ROMA. «Il processo di dismissione dell’ Ilva è appena iniziato, è presto per fare ragionamenti intorno all’ Ilva. Diciamo che se si creasse una cordata italiana che avesse bisogno di una persona che conosce un po’ il mondo dell’ acciaio ci penserei». Lo ha detto Paolo Scaroni a Radio 24. «Qualcuno me l’ ha ventilato, ma siccome siamo in una fase molto iniziale è difficile ventilare ipotesi così remote». nuiti; solo che la produzione è aumentata ancora di più. I produttori estraggono il massimo per vendere anche a prezzi molto bassi, pur di conquistare quote di mercato. Nel complesso l’ offerta eccede la domanda di un paio di milioni di barili al giorno. Sembra tanto, ma la settimana scorsa l’ organizzazione degli esportatori Opec ha fatto questa previsione: nel 2016 i consumi globali cresceranno di altri 1,3 milioni di barili mentre la produzione scenderà di 600 mila barili per tagli dello «shale oil» americano (il greggio alternativo i cui produttori sono in bancarotta con questi prezzi). Se le cose andranno così il surplus di 2 milioni di barili verrà riassorbito, il prezzo del petrolio risalirà e le azioni dei gruppi petroliferi anche. Del calo del petrolio approfittano (per ora) gli automobilisti: la benzina è scesa sotto 1,40 euro al litro, ai minimi dal 2010. Ma secondo il Codacons questo non basta: «In Italia i carburanti costano il 20% in più della media europea». Colpa delle troppe tasse, ma anche della lentezza degli adeguamenti dei listini al ribasso del greggio.
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