20 Novembre 2006

La questione è ancora aperta

La questione è ancora aperta. Gli agricoltori che hanno promosso un giudizio contro la Regione Puglia per il contributo una tantum di cui all`art. 2, 2C, della legge 31/91 (siccità 1989- 1990), possono ancora chiedere che venga riconosciuto il loro diritto. Lo sostengono gli avvocati Vincenzo Vitale e Nicola Pepe del Codacons (coordinamento per la difesa dei consumatori) i quali sostengono che “nonostante l`ordine del giudice di pace di Brindisi, la Regione non ha documentato di avere erogato interamente, seppure per tutte le tipologie di intervento previste dalla Legge, i 165 miliardi e 95 milioni ricevuti dal Fondo di Solidarietà per far fronte ai danni subiti dagli agricoltori“. I due legali, che assistono più di mille coltivatori contro la Regione, asseriscono che “non sembra possibile ipotizzare che l`ente regionale non disponga della idonea documentazione comprovante l`erogazione, come si afferma nella nota prodotta in giudizio dinanzi al giudice di pace“. Il che, ad avviso dei due avvocati, induce a ritenere che l`ente non abbia inteso riconoscere di non avere erogato l`intero contributo ricevuto, con la conseguenza che può ritenersi che vi sia ancora disponibilità al saldo per il contributo una tantum. E, a tal proposito, la Suprema Corte ha più volte affermato che il contributo può essere erogato ai singoli agricoltori richiedenti, “in quota matematicamente determinabile“, nella misura in cui vi è capienza nei fondi messi a disposizione dal Fondo. E, poca importa se la Regione, come risulterebbe dalla stessa nota prodotta in giudizio, non abbia chiesto l`intero contributo che le era stato assegnato, in quanto la Regione non ha alcun potere di rinunciare a delle somme che competono agli agricoltori.

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