22 Novembre 2005

La pubblicità? Distrae i maschi

Seducenti modelle semivestite con la più intrigante lingerie. Ma le avvolgenti curve della pubblicità destinata specialmente alle donne distraggono soprattutto gli automobilisti, anche quelli che non hanno alcuna intenzione di acquistare tanga e reggicalze. Secondo le assicurazioni britanniche, infatti, nel Regno Unito molti incidenti stradali sono causati proprio dagli ammiccanti cartelloni pubblicitari. E un maschio su quattro ha ammesso di perdere concentrazione mentre trovandosi al volante guarda l?immagine di una modella in guepière. Inevitabilmente, il problema riguarda anche l?Italia: come dire che la bellezza non conosce confini e la seduzione è un linguaggio davvero universale. Qui da noi, infatti, è già sceso in campo il Codacons, che puntalizza sulla responsabilità di ?certi? cartelloni pubblicitari rispetto ad alcuni incidenti stradali che «avverrebbero regolarmente» nella capitale. I dati poi, sembrano bocciare la bellezza esibita nelle gigantografie stradali. Secondo la ricerca pubblicata in Inghilterra, infatti, un maschio su cinque ha ammesso di distogliere lo sguardo dalla strada per rincorrere i poster di donne svestite o quasi, come quella di Eva Herzigova nella famosa pubblicità del reggiseno Wonderbra. Al contrario, solo una donna su 10 si fa distrarre da promettenti giovanotti in slip e spalle larghe. Con la bellezza in cartellone, sotto accusa delle assicurazioni finiscono anche le insegne luminose, le grosse pubblicità e le decorazioni natalizie, che, appunto, vengono considerate una distrazione. Mark Young, esperto di ergonomia dei trasporti alla Brunel University, sostiene così che «la pubblicità possa causare un significativo rischio di distrazione degli automobilisti in momenti cruciali, come il passaggio a una rotonda trafficata». In effetti, «questo rischio è probabilmente sottostimato e abbiamo bisogno di più ricerche sulla possibilità di escludere informazioni non essenziali quando gli automobilisti sono già impegnati in manovre difficili sulla strada», ha detto Young. Lo studio della Privilege Insurance, sostiene, intanto, che cinque secondi di distrazione a 50 chilometri orari equivalgono a guidare lung o un campo da calcio senza la piena attenzione. Il nudo che distrae dalla guida potrebbe sollevare un polverone giuridico anche in Italia e la bellezza delle più raffinate modelle rischierebbe di essere così oscurata. Ma soltanto fin quando restano in tabellone, s?intende. Il Codacons, associazione dei consumatori, ha infatti recentemente biasimato la pubblicità con «gigantografie di sederi femminili affisse sui bus della capitale; c?è il rischio di incidenti stradali a catena». La pubblicità di un centro estetico che enfatizza in questo modo gli effetti delle proprie cure per la cellulite, fa notare l?associazione, «campeggia su numerosi bus dell?Atac». «Tale immagine – ritiene il Codacons – rischia seriamente di far distrarre gli automobilisti di sesso maschile che, per osservare quel sedere inevitabilmente sottraggono attenzione alla guida. La stessa cosa potrebbe avvenire se ci fosse un?immagine maschile in grado di attirare l?attenzione delle guidatrici, per esempio un bel modello semi-nudo o un attore famoso che mostra il proprio fondoschiena». Quindi, il Codacons chiede di «eliminare» tale pubblicità dai bus della capitale e per le stesse ragioni dai cartelloni pubblicitari. L?attenzione? Conviene tenerla alta o saranno «guai» per quanti pur continuando a rimanere prigionieri dell?auto, magari nel traffico di un caotico lunedì mattina, non potranno più consolarsi neanche guardando la mega foto di una bella donna.

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