5 Luglio 2010

La provincia di Roma: stop al caro-pedaggi

 
ROMA Esposto alla Commissione europea, minaccia di una class action, denuncia alla procura della Repubblica di Roma. E c’ è anche chi,come il presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti, ha preso carta e penna per chiedere al premier il ritiro delle norme che aumentano i pedaggi nei canali di accesso alla Capitale. Per Zingaretti una misura «iniqua », perché 9 dei 26 caselli con i rincari sono localizzati nella sola area di Roma. Dopo i 3 ricorsi al Tar annunciati dai presidenti delle province di Roma, Rieti e Torino, aumenta, dunque, il coro delle proteste per il caro-pedaggi autostradali scattato dal 1?luglio. «Una evidente e ingiustificata disparità territoriale – scrive Zingaretti al Cavaliere – nella distribuzione dei rincari». Una sorta di tassa di ingresso e di uscita dalla città eterna che penalizza turismo, trasporto delle merci e grava soprattutto sui pendolari. Che arriva quando sono bloccati finanziamenti chiave come il raddoppio della Salaria, della Civitavecchia-Orte e della Roma- Latina, contemporaneamente al taglio di 400 milioni al trasporto pubblico locale regionale. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, chiede che almeno le risorse restino nel territorio, per le infrastrutture dell’ area metropolitana. Il Codacons procede a colpi di esposto alla Commissione europea, chiedendo di verificare la legalità degli aumenti e l’ utilizzo degli introiti Anas degli ultimi 5 anni. Per il Codacons gli aumenti renderanno, a regime, dal 1?gennaio 2011, 800 milioni di euro, con lo scopo di «sgravare lo stato dal mantenimento dell’ Anas». E l’ aumento «potrebbe configurare un aiuto di Stato nei confronti di Anas», dice il presidente, Carlo Rienzi, che invita gli automobilisti a conservare le ricevute dei pedaggi per una «futura class action». Il viceministro ai Trasporti, Roberto Castelli, si scaglia contro il Codacons, che per lui rappresenta i «privilegiati d’ Italia».Ricordando che in Italia esistono tre grandi sistemi di tangenziali (Milano, Roma e Napoli) e «non si capisce perché i cittadini laziali, che oltretutto godono di reddito superiore a quelli napoletani, dovrebbero godere di privilegi che altri cittadini non hanno». La senatrice radicale del Pd Donatella Poretti ha depositato, con il senatore Marco Perduca, una interrogazione parlamentare nella quale si chiede il blocco dell’ esazione supplementare. Oltre a un esposto alla Procura perché le stazioni di pagamento dove scattano gli aumenti non sono state individuate da un decreto del presidente del Consiglio dei ministri che deve stabilire, dice la Poretti, criteri e modalità per l’ applicazione del pedaggio. Alla procura è stato chiesto di verificare anche l’ opportunità di procedere contro Anas per reati contro la Pubblica amministrazione.

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