21 Giugno 2001

La prova rischia di essere invalidata

Maturità, è bufera sui temi on line

La prova rischia di essere invalidata

Insorgono insegnanti e Codacons sulle tracce dei temi di italiano apparsi su internet subito dopo la dettatura. “Se verrà presentato ricorso ci sono buone probabilità che venga data loro ragione“


ROMA, 20 GIUGNO 2001 – A tener banco nel primo giorno dell`esame di maturità edizione 2001, più che le tracce della prova scritta di italiano, è stato il `giallo` della loro apparizione sin dalle prime ore del mattino su tre siti Internet.
Temi disponibili in Rete quasi in contemporanea al momento della dettatura, iniziata nelle classi a partire dalle 8.30.



Insorgono gli insegnanti, ed il Codacons rende noto che presenterà una denuncia alla Procura di Roma, invitando a ripetere la prova. Nel pomeriggio, interviene il ministero dell`Istruzione, che annuncia di essersi attivato per individuare la fonte da cui provengono i messaggi forniti ai siti. Una giornata, insomma, densa di colpi di scena.


La prima prova scritta di maturità rischia di essere invalidata perchè gli studenti che faranno ricorso alla giustizia amministrativa avranno «buone probabilità che venga data loro ragione». È quanto sostiene Giulio Correale, professore di diritto amministrativo e docente di contabilità di Stato all`Università di Roma «La Sapienza».


Secondo il prof. Correale, la divulgazione delle tracce dei temi su Internet pochi minuti dopo la dettatura in classe sarebbe illegittima sotto due profili: innazitutto perchè è stata violato l`art. 97 della Costituzione che prevede l`organizzazione dei pubblici uffici in modo che siano assicurati il buon andamento e l`imparzialità dell`amministrazione; in secondo luogo – aggiunge l`esperto – perchè «sono stati violati i principi generali del diritto amministrativo in base ai quali, quando c`è lo svolgimento di una prova o di una gara pubblica, l`andamento della prova deve essere tale da garantire che non vi siano influenze dall`esterno».


Ma quali «influenze» avrebbero mai potuto avere i ragazzi se era stato vietato loro di portare in aula i telefoni cellulari con i quali comunicare o collegarsi ad Internet? «Il problema – sottolinea Correale – non è tanto il fatto che i ragazzi potessero conoscere la traccia dei temi prima, ma che questa fosse conosciuta all`esterno da loro eventuali collaboratori. Questi avrebbero avuto tutto il tempo a disposizione per scrivere il tema e farlo avere al maturando».


In quale modo? La necessità fa virtù e – dice il docente – «in certi casi ci si arrangia. Il `collaboratore esternò avrebbe potuto corrompere un bidello oppure lasciare il tema svolto nella toilette della scuola». E nella tutela dei principi generali del diritto amministrativo, spiega Correale, «basta solo che questa influenza dall`esterno sia plausibile, anche se non provata, per far scattare l`accoglimento del ricorso». Una volta data ragione al ricorrente, poi, i giudici amministrativi hanno due possibilità: «o invalidare l`intera prova o annullarla solo nei confronti del ricorrente. Entrambe le soluzioni sono previste in giurisprudenza. E questo perchè – conclude il prof. Correale – non dobbiamo credere che i cosiddetti casi clinici esistano solo in medicina. Ci sono anche nel diritto. E quello di oggi, per me, è un caso clinico».

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