20 Giugno 2012

LA PROTESTA SULLA METRO B DI ROMA A RISCHIO L’ INCOLUMITÀ DEI PASSEGGERI

LA PROTESTA SULLA METRO B DI ROMA A RISCHIO L’ INCOLUMITÀ DEI PASSEGGERI

Stipati su una banchina e dentro al treno di fronte. Gli uni sugli altri sudati. Anziani, donne e bambini. La coincidenza con il treno della Roma-Lido arrivato alla stazione di Piramide, non aiuta. La folla pressa sulle porte. Il convoglio non parte. Era accaduto anche alla stazione prima. Si suda ancora. È un miracolo, con il caldo africano che è piombato sulla città, che nessuno stramazzi al suolo. È la linea B della metropolitana di Roma, un maledetto lunedì pomeriggio. Ci sono voluti sette anni per dare alla Capitale tre nuove stazioni della metropolitana. Si diramano dalla fermata di piazza Bologna in direzione di Monte Sacro: Piazza Annibaliano, Viale Libia e Conca d’ Oro. La linea ha un nome, B 1, che la distingue dalla tratta principale, la B, che collega i capolinea di Laurentina e Rebibbia. La B è un’ infrastruttura anni ‘ 90 che sente tutto il peso del ventennio: treni per la maggior parte senza aria condizionata, con i finestrini occlusi dai colori acrilici dei writers. La B 1 è moderna, ma ha gli stessi treni della B, così disposti: per ogni 3 convogli che partono da Laurentina, 2 vanno a Rebibbia e uno svolta per Conca d’ Oro. Sull’ intera tratta ce ne sono a disposizione 27. PER COPRIRE questi sette chilometri di gallerie inaugurati la scorsa settimana, ci si impiega però oggi oltre mezzora: non proprio una velocità da metropolitana. Colpa di uno scambio ancora in rodaggio, dicono. Sul resto della tratta, però, l’ inaugurazione della B 1 è coincisa con il caos totale: pochissimi treni in circolazione, gente stipata sulle banchine ai limiti del collasso, cittadini inferociti e fondamentalmente indifesi. Il caos, ha subito accusato l’ Atac, l’ azienda che gestisce il trasporto pubblico a Roma, è colpa di una duplice azione condotta da una parte dei macchinisti in turno sulla linea. Bloccano tutto rispettando rigidamente le regole. Da una parte, infatti rifiutano di fare gli straordinari (“sono rimasti scoperti 68 turni tra sabato, domenica e lunedì”), dall’ altro “scartano” il treno che avrebbero dovuto pilotare (adducendo questo o quel motivo legato, anche marginalmente, alla sicurezza). Entrambe queste pratiche rientrano nei diritti del macchinista, che può non pilotare un convoglio che ritiene insicuro e anche decidere di non coprire ore di straordinario. La loro coincidenza, però, è effettivamente sospetta, tanto che Gianni Alemanno, ascoltando la pancia della città, ha chiesto al prefetto la “precettazione” dei riottosi. Alla fine, dopo quattro giorni di paralisi, Comune, azienda e sindacati si sono dovuti incontrare dal Prefetto Giuseppe Pecoraro. Il quale, una volta chiarito che non può precettare nessuno per non aver fatto le ore di straordinario, ha avuto il ruolo di rimettere tutti attorno a un tavolo per avviare quelle che in gergo si chiamano “procedure di raffreddamento”. Sindacati, azienda e Comune hanno convenuto. Ora dovranno trattare. MA PERCHÉ i cittadini di Roma sono dovuti rimanere per quattro giorni consecutivamente in attesa di pochi treni stracarichi? Spiegano da Atac che il problema è nato quando l’ azienda non ha acconsentito ad alcune richieste sindacali giudicate inaccettabili: con l’ arrivo della B 1, i sindacati avevano chiesto di rimodulare i turni anche rispetto agli straordinari. Il tavolo aperto in azienda si era però chiuso con un nulla di fatto, e alla inaugurazione della linea il bubbone è scoppiato in faccia ai romani. ORA L’ AZIENDA si dice disponibile ad affrontare la discussione e i sindacati, ovviamente, negano che il malcontento che serpeggia tra i macchinisti sia da addebitarsi a questa o a quella sigla sindacale. Alessandro Capitali, della Filt Cgil è netto: “L’ azienda ha deciso di attaccare lavoratori e sindacati, e di mettere i cittadini contro i lavoratori con il rischio di alimentare tensioni sociali. La verità è che è arrivata impreparata, anche a causa dell’ eccessiva pressione ricevuta dall’ amministrazione capitolina, all’ appuntamento con la B 1”. È lo stesso ragionamento che fa il consigliere Pd Massimiliano Valeriani: “Ora dicono che il problema sono i lavoratori, ma sulla B / B 1 girano gli stessi convogli che giravano sulla sola B. Quella linea diventerà di nuovo una metropolitana solo con l’ arrivo dei nuovi treni, a fine 2013”. Frattanto l’ avvocato Carlo Rienzi del Codacons prepara un esposto in Procura: “Chiederemo di accertare fatti e responsabilità legate ai disservizi, alla luce dei possibili reati di interruzione o turbativa di pubblico servizio, attentato alla sicurezza dei trasporti e violenza privata nei confronti degli utenti”. I cittadini, afferma, sono stati sequestrati dai macchinisti. Forse non solo da loro.

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