18 Febbraio 2019

LA PROTESTA latte, i pastori violano la tregua

CAGLIARI – La tregua di tre giorni in Sardegna è durata solo una notte, poi è scattato il blitz contro una cisterna che trasportava in un caseificio il latte appena munto nell’ Oristanese. E sui social hanno iniziato a girare le immagini di altro latte gettato a terra per dire «No» alla proposta dei 72 centesimi di euro al litro messa sul piatto nel tavolo di otto ore con il ministro delle Politiche Agricolo Gian Marco Centinaio, chiuso sabato a Cagliari. Ma il Governo non demorde e spera nel prossimo incontro di giovedì a Roma. Lo stesso vicepremier Matteo Salvini, che giovedì scorso aveva convocato il tavolo al Viminale per riuscire a spuntare un’ intesa, appare ottimista. «Ci stiamo avvicinando – ha detto appena sbarcato in Sardegna per il tour elettorale in vista delle regionali del 24 febbraio – siamo partiti da 60 centesimi al litro poi 65, 70 e 72; ci siamo visti a Roma e a Cagliari e ci vedremo nelle prossime ore». Ma soprattutto il ministro dell’ Interno vuole che prevalga «il dialogo e non la repressione». Un messaggio distensivo a beneficio del mondo delle campagne, dove la tensione resta alta. «No all’ accordo, la battaglia prosegue», dicono gli allevatori, impegnati in queste ore nei presidi davanti ai caseifici e nelle assemblee spontanee per decidere se accettare o meno la proposta. «È un passo indietro – spiega il leader storico del Movimento Pastori sardi, Felice Floris – la gente, però, non torna indietro e noi lo sentiamo. Non c’ è trattativa se non c’ è un sistema immediato che porti ad una soluzione strutturale, con un minimo garantito per i costi di produzione». Serve insomma una garanzia in più. Quella che chiede anche Coldiretti: «Bisogna inserire una clausola che garantisca di raggiungere l’ obiettivo di un euro pagato ai pastori dagli industriali, che sono i diretti beneficiari dei 49 milioni messe in campo da Governo e Regione». Tuttavia per Floris l’ intesa, anche con garanzie, non può essere firmata con questi numeri. «La proposta è stata già scartata un mese fa al tavolo con l’ assessore regionale – ricorda – Allora si stava chiudendo sopra i 70 centesimi più Iva e non abbiamo accettato». La Regione, intanto, sta lavorando ad una delibera di Giunta che domani traccerà un percorso con l’ obiettivo di portare il prezzo oltre l’ euro. Allo stesso prezzo di un euro al litro punta anche Cia-Agricoltori Italiani che dichiara pieno sostegno alle rivendicazioni degli allevatori. Ma c’ è chi storce il naso. «Se non accompagnato da misure a tutela del mercato l’ accordo potrebbe determinare distorsioni dei listini al dettaglio con una valanga di rincari a danno dei consumatori», ammonisce il Codacons, pronto a denunciare il Governo alla Commissione Ue «per illeciti aiuti di Stato».

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