11 Gennaio 2012

La protesta delle categorie I tassisti si radunano a Bologna  

La protesta delle categorie I tassisti si radunano a Bologna
  il pdl frena: da noi una proposta di legge. bersani: ora un pacchetto unico.
 

ROMA – La lenzuolata «tecnica» contro monopoli e corporazioni avanza insieme alle proteste e alle polemiche politiche. Oggi il livello di mobilitazione dei tassisti si misurerà a Bologna, dove si sono dati appuntamento centinaia di driver per una simbolica manifestazione nazionale in rappresentanza di una categoria che conta oltre 40 mila licenze. A loro l’ idea del governo di avere una licenza gratis in cambio di più concorrenza non va bene, perché determinerebbe una caduta di reddito. Meglio lo status quo negoziando le tariffe con il sindaco di turno. Poi ci sono gli edicolanti che hanno solo sospeso lo sciopero programmato per il 27-28-29 dicembre. E i farmacisti che hanno scatenato le lobbies in Parlamento per fermare l’ apertura del mercato che potrebbe vedere, secondo calcoli interessati dei parafarmacisti, oltre 7 mila nuove location abbassando il limite da 3.500 a 2.500 abitanti. E se il Pd e il Terzo polo premono il governo perché proceda con un decreto legge senza guardare in faccia a nessuno, come del resto ha fatto con le pensioni, Silvio Berlusconi ha riunito a Palazzo Grazioli il quartier generale del Pdl al gran completo per elaborare una strategia di difesa verso i lavoratori autonomi, in buona parte suoi elettori. Cercando di camuffare l’ immobilismo liberista di questi ultimi tre anni, il coordinatore Fabrizio Cicchitto ha chiesto al professor Monti di «colpire prima i potentati» ovvero i monopoli dell’ energia, delle banche, dei trasporti, dei servizi pubblici che le categorie. In ogni caso entro una paio di giorni, ha annunciato ieri Cicchitto, il Pdl presenterà una propria proposta di legge e ha chiesto al governo di sentire i partiti prima di procedere. Ma lo scenario politico si va radicalizzando. Da una parte il Pdl che frena, dall’ altra il Pd il cui segretario Pier Luigi Bersani si dice stupito «se ci fossero dei passi indietro, serve coraggio e determinazione». Bersani, papà della famosa lenzuolata liberalizzatrice del 2006 poi in gran parte smontata dai berluscones, ha fatto sapere all’ esecutivo che anche adesso «serve un pacchetto unico, dall’ energia fino ai taxi, non pillole diluite nel tempo». Mentre gli uffici tecnici del ministero dell’ Economia e dello Sviluppo stanno preparando i testi definiti da presentare entro venerdì prossimo, tutte le associazioni dei consumatori seguono da vicino la partita. Il Codacons propone al governo già di prevedere il voto di fiducia per evitare che le pressioni sui politici alla fine alleggeriscano il peso dei provvedimenti a favore della concorrenza. Adusbef e Federconsumatori hanno stimato una ricaduta positiva di quasi 22 miliardi di euro su un sistema economico bloccato da troppi anni. In soldoni significano benefici fino a 900 euro annui a famiglia, destinati quasi a dimezzare gli oltre duemila euro di sacrifici calcolati dopo il decreto salva Italia.  RIPRODUZIONE RISERVATA.

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