La protesta del Codacons: «Diseducativo, fermateli»
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fonte:
- La Provincia di Como
Nessuno ferma lo show (anche in Italia) dopo il misterioso decesso di Eddie Guerrero in un albergo di Minneapolis
Oggi l`autopsia: forse stroncato da un abuso di alcol e droga – La protesta del Codacons: «Diseducativo, fermateli»
MINNEAPOLIS Lutto nel mondo del wrestling mondiale. Eddie Guerrero, uno dei protagonisti più conosciuti e amati dagli appassionati, è stato trovato morto in una stanza d`albergo a Minneapolis. Lo ha annunciato il sito ufficiale della Wwe (World wrestling entertainment). Guerrero, 38 anni, l`anno scorso campione Wwe, avrebbe dovuto partecipare in serata al «Wwe Supershow». Una morte misteriosa, forse causato da un mix di droghe e alcol. Che avesse problemi con la droga pare lo sapessero tutti nell`ambiente e del resto in questo “sport“ i controlli sono ridotti al minimo. Figlio del wrestler messicano Gory Guerrero, l`ex campione lascia moglie e tre figlie. Un fenomeno tutto americano, il wrestling, diventato mondiale grazie alla televisione, un business-show ad uso e consumo dei giovanissimi. Uno spettacolo che non si ferma neanche davanti alla morte di uno dei suoi protagonisti. «Adesso si deve andare avanti, perché così – secondo la Wwe – avrebbe voluto Eddie Guerrero». L`altro ieri a Minneapolis hanno ricordato Magic Mask (il nome d`arte con cui ha cominciato la sua carriera sul ring) con dieci colpi di gong prima dell`inizio dell`ennesimo show, poi via come sempre. Ma anche questo è il Wrestling, regno dorato della finzione dove tutto è possibile, perfino che uno dei protagonisti sul ring venga rinchiuso in una bara poi data alle fiamme. Tanto ne esce indenne, perché tutto è un gioco di prestigio. Questa disciplina di cui il 38enne Eddie Guerrero era una delle stelle più brillanti, l`«Eroe buono» che aveva cominciato seguendo le orme del padre anche lui wrestler, piace ed ha successo anche se di autentico non c`è quasi niente, a cominciare dalla smargiassate dei protagonisti, quei personaggi di cui pioniere in Italia fu, una quindicina d`anni fa, Dan Peterson che fu il primo a descriverne al microfono i combattimenti. Solo un dato per far capire quanto il fenomeno abbia preso piede anche in Italia: per lo show di Roma, previsto oggi, i biglietti sono stati messi in vendita lo scorso 7 settembre, e nel giro di una settimana sono andati esauriti nonostante il prezzo-medio di 59 euro. In queste ore i bagarini sono disposti a pagare 90 euro per ognuno di questi tagliandi, per poi rivenderli a 120-130, tanto c`è sempre qualche papà disposto a comprarli pur di accontentare i propri figli. Se il PalaLottomatica avesse potuto contenere 25mila persone, invece delle 12mila dell`attuale capienza ufficiale, l`impianto avrebbe fatto ugualmente il tutto esaurito, perchè per l`avvenimento di questa sera tra i giovanissimi della capitale è scoppiata da tempo un`autentica “febbre“. Per un evento del genere, con protagonisti decisamente minori, l`estate scorso al Foro Italico ci fu ovviamente l`esaurito. Inutili gli appelli del Codacons:«Fermate lo show, è diseducativo». La verità è che il wrestling in Italia è un po` come il calcio in Giappone, una mania che andrà terribilmente di moda finchè le televisioni non si stancheranno di trasmetterlo. Poi sarà la volta di qualcos`altro, tanto la società di oggi divora tutto in fretta. Avrebbe dovuto esserci anche lui, Eddie, questa sera sul ring di Roma. Ma la legge, discutibile, è una sola: the show must go on.
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