La protesta dei 1.500: libertà di scegliere
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- Messaggero Veneto
di Davide VicedominiwUDINEAvevano promesso di portare in piazza un centinaio di persone. Ne sono arrivate addirittura 1.500 davanti alla Loggia di San Giovanni a Udine. Un successo oltre le previsioni per il Codacons e i No vax. All’ urlo «Libertà! Libertà!» mamme e papà con bambini hanno protestato contro il decreto del Governo che prevede l’ obbligatorietà di 12 vaccini. In gioco c’ è l’ iscrizione alla scuola dei figli a partire da settembre – quindicimila in Friuli i piccoli da 0 a 6 anni “fuorilegge”, secondo una prima stima dell’ Area prevenzione e promozione salute della Regione – e il rischio di pagare sanzioni altissime, fino a 7.500 euro, se non si è in regola con le profilassi. Ma a queste imposizioni il popolo dei «genitori per la liberta di scelta» non ci sta. E lo ha dimostrato, ieri, arrivando nel cuore del centro storico del capoluogo friulano con striscioni, manifesti e cartelli che invocavano «un futuro di libertà per i figli» e «maggiore informazioni e verità da parte delle autorità scientifiche».A prendere la parola non solo i rappresentanti del Codacons e del Comitato genitori, ma anche tante mamme e papà che hanno portato le loro testimonianze durante il sit in che si è svolto in maniera pacifica osservato a vista dalla polizia. «Ci hanno dato dei pazzi visionari fino a oggi – ha tuonato prendendo il megafono Pierluigi Chiarla, presidente del Codacons delle province di Udine e Pordenone – quando abbiamo detto che questo decreto è incostituzionale. Speravano di zittirci e, invece, non hanno capito la nostra forza. Io come voi sono padre di quattro bambini. Li ho tutti vaccinati, ma non ci sto alla violazione della libertà. Se siamo qua in piazza così tanti vuol dire che per il governo siamo tutti pazzi. E invece non lo siamo. Siamo solo genitori che vogliono amare i loro figli e augurare per loro un mondo vero e sincero. Non vogliamo essere trattati come cavie e bestie per gli esperimenti».Vaccini sì, ma in maniera consapevole e informata. Questo il pensiero che ha spinto in piazza molte mamme e papà. «Perché sulla pelle dei nostri figli – hanno urlato i rappresentanti del Comitato dei genitori per la libertà di scelta del Friuli Venezia Giulia – nulla deve essere obbligatorio e imposto. Non siamo contro i vaccini. Siamo per la libertà. Non siamo numeri, ma persone». Nessuna contrarietà di principio insomma, «assolutamente no – ha ribadito Alice Sifanno del comitato di Trieste -. Semplicemente vogliamo chiarezza e tutti i dati per prendere delle decisioni. Vogliamo verità da parte del Governo». Federica Santi, 37 anni, di Gorizia, ha portato la propria esperienza in tutta Italia di mamma di un bambino «danneggiato», come dice lei, dai vaccini. E a questa battaglia da quattro anni non rinuncia. «Non stiamo lottando contro nessuno – ha detto davanti alla folla che la acclamava – ma per la vita. Dobbiamo dire grazie al ministro Lorenzin perché finalmente e inconsapevolmente ci ha unito. Non permettiamo che i nostri bambini vengano rubati. Non facciamo in modo che muoiano o si ammalino per la malasanità. Non ci metteranno mai più i piedi in testa».E ha parlato con i numeri alla mano Mauro Ottogalli presidente regionale del Comilva, il comitato del movimento italiano per la libertà delle vaccinazioni. «In Friuli Venezia Giulia ci sono 500 bambini danneggiati dai vaccini. In dieci anni in tutta Italia secondo i dati del Miur è aumentato del 40% il deficit neurologico dei bambini iscritti a scuola. Queste cifre le abbiamo più volte riferite all’ assessorato alla salute della Regione, ma siamo rimasti inascoltati. Si va avanti invece con l’ unico obiettivo di vendere i vaccini perché creano Pil». «I vaccini – ha proseguito – sono farmaci di emergenza che non hanno sostenuto tutti i test. Hanno adiuvanti e conservanti. Sono quindi potenzialmente pericolosi. E le autorità scientifiche invece di raccontarci la verità e trasmetterci i dati ci impongono l’ obbligatorietà. Non ci stiamo più a questa logica del “si deve fare”, “si deve vendere” e “non si deve informare”». Loris Macoratto, venuto a conoscenza che Udine era tra le 20 piazze in Italia a manifestare contro l’ obbligo dei vaccini, è giunto dal Veneto e ha preso la parola. «Dobbiamo cambiare il corso della storia. È ora di unirci contro questi politici – ha detto – che ci impongono le loro scelte. E per la prossima manifestazione l’ obiettivo di ognuno di noi sarà quello di portare in piazza almeno cinque nostri amici per contare di più». Ambra Fedrigo, che ha girato un documentario sul tema dei vaccini, ha concluso gli interventi lanciando un appello alla folla di «dare l’ anima per la libertà. Noi non siamo per i conflitti. Non ci stiamo però a quelli che ci consegnano un mondo pieno di paura e rabbia per manovrarci. Dobbiamo trasformare questa paura in energia per dare una svolta. Non vogliamo una scienza dettata da dei professionisti che si sciacquano la bocca con i medicinali che ci propinano». Per l’ 11 giugno è prevista la manifestazione nazionale del Codacons davanti al ministero della Salute. Martedì, intanto, il decreto sui vaccini diventerà legge. Il ministro Lorenzin ha annunciato che sarà diffusa anche una guida tecnica per dare le istruzioni alle famiglie e alle istituzioni.©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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