9 Aprile 2014

La protesta degli studenti «Il numero chiuso è completamente fallito»

La protesta degli studenti «Il numero chiuso è completamente fallito»

di MARIANNA VAZZANA – MILANO – UN ESERCITO di studenti si è presentato ieri mattina ai test d’ ingresso per Medicina e Odontoiatria. In migliaia sognano il camice bianco e, come ogni anno, s’ infiamma la polemica sugli effettivi posti a disposizione rispetto al numero di aspiranti. C’ è chi storce il naso sul «numero chiuso» e chi polemizza sul periodo scelto per lo svolgimento dei test, in fase di pre-maturità. Link, sindacato universitario milanese, ieri alle 9.30 ha manifestato davanti al Policlinico di via Sforza: «Vogliamo denunciare le conseguenze del numero chiuso sul Sistema sanitario nazionale», spiegano i rappresentanti. «È ORA di prendere atto che il sistema del numero chiuso è completamente fallito e che sta contribuendo a distruggere non soltanto il diritto allo studio, ma anche quello alla salute», dice Niccolò Morelli, Coordinatore di Link. «Le stime di Federspecializzandi ? sottolineano i manifestanti ? affermano che entro il 2025 ci sarà una carenza di oltre 15mila medici nel Sistema Sanitario Nazionale». E «uno studente in meno a Medicina oggi è un medico in meno domani» dice Davide Martucci, membro di Link Milano e studente in facoltà. «Inoltre ? continua Martucci ? il sistema del numero chiuso di Medicina è un sistema a doppio imbuto perché prevede altra selezione per le scuole di specializzazione». IN TUTTA ITALIA, evidenzia il sindacato, sono oltre 64mila gli studenti iscritti ai test di Medicina per circa 10mila posti a disposizione. Dagli Atenei si precisa che il numero di posti è rimasto invariato rispetto al 2013 e che «non si tratta di numero chiuso ma programmato». Dopo la manifestazione alcuni studenti del sindacato hanno distribuito volantini in via Celoria. Sul piede di guerra anche il Codacons, che chiede al ministro dell’ Istruzione Stefania Giannini di eliminare i test d’ ingresso alle facoltà: per l’ associazione «non solo sono anacronistici ma, riducendo a priori il numero dei futuri medici, violano il principio del libero accesso alle professioni, oltre a violare il diritto allo studio sancito dagli articoli 3, 33 e 34 della Costituzione». Per di più «fare i test ad aprile è discriminatorio. Distrae gli studenti dalla preparazione della maturità e favorisce chi lo scorso anno non è stato ammesso e che ora ha più tempo per prepararsi rispetto ai maturandi».

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