La protesta degli esercenti motivata dalle eccessive commissioni
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fonte:
- Il Gazzettino
La protesta degli esercenti motivata dalle eccessive commissioni
Roma
La protesta dei buoni pasto, iniziata in alcune città, continua. Sono migliaia finora gli esercenti – tra cui anche la catena Mc Donald`s – che rifiutano di incassare i buoni pasto di cui i lavoratori dispongono, per reagire contro le abnormi commissioni (all`incirca il 12 per cento) imposte dalle società che emettono i buoni pasto.
Fare delle percentuali è difficile, perché l`esercente o il ristoratore che non accetta i buoni pasto perde il cliente, il quale va a utilizzarlo presso un altro bar o ristorante.
La sensazione nel Veneto e nel Friuli Venezia Giulia è che molti esercenti cercheranno di non danneggiare per quanto possibile i clienti, che sono spesso clienti abituali, accettando i buoni dopo qualche insistenza, o limitandosi ad informarli del motivo della protesta.
Il problema nasce dall`essenza stessa del buono-pasto. Le società che emettono i buoni trattano con le aziende da cui i lavoratori dipendono, e per aggiudicarsi il contratto praticano sconti elevati sul valore nominale dei buoni che forniscono. Poi però, per recuperare lo sconto concesso, si rivalgono sugli esercizi commerciali, pretendendo commissioni sempre più elevate.
L`Anseb, l`associazione delle società emettitrici di buoni-pasto, ricorda che il buono pasto «è un servizio sociale destinato al lavoratore» e accusa «procedure d`acquisto quali le aste online, incentrate sul massimo ribasso, e praticate dalla grande committenza pubblica e privata». Secondo l`Anseb, il governo dovrebbe intervenire immediatamente, «predisponendo un quadro normativo che fissi garanzie di affidabilità per tutti gli operatori del settore e che disciplini le gare d`appalto, escludendo le aste online e le aggiudicazioni al massimo ribasso».
Ma il segretario generale di Confintesa, Francesco Prudenzano, la pensa diversamente. Secondo lui, l`elemento da eliminare è proprio il buono pasto, e lancia una proposta provocatoria: «Sbaracchiamo tutto, finiamola con questo giochetto, date ai lavoratori il contante direttamente, e che siano loro stessi a gestirselo»
Secondo l`associazione consumatori Codacons, invece, la serrata dei buoni pasto è illegittima. «L`invito della Fipe agli esercenti a non accettare i buoni pasto è un comportamento scorretto che danneggia i lavoratori e che potrebbe configurare l`istigazione a commettere reato». Un esposto è stato presentato dal Codacons alla procura di Torino.
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