18 Ottobre 2021

La prostituzione è un “mercato” che vale 4,7 miliardi

 

Il mercato della prostituzione non conosce crisi, e la spesa per i servizi connessi al sesso a pagamento rimane stabile nel 2019, con 4,7 miliardi di euro di consumi finali e 4 miliardi di valore aggiunto. E’ quanto rileva Istat nel suo Rapporto sulla economia non osservata registrando come tali rapporti si siano mantenuti sostanzialmente stabili. La crescita media annua (2016-2019) infatti è stata dello 0,8%.
Il business prostituzione

“Il business della prostituzione rappresenta un mercato che interessa circa 3 milioni di italiani che si rivolgono al sesso a pagamento e vede impegnate 90mila lavoratrici stabili”, ricorda il Codacons che sottolinea di essere stato citato dall’Istat come fonte dei dati sulla prostituzione. Circa il 10% delle prostitute è minorenni mentre per il 55% si tratterebbe di ragazze straniere, provenienti principalmente dai paesi dell’Europa dell’Est e dall’Africa cui si aggiunge un esercito di 20mila operatrici occasionali che ricorrono al sesso via web solo in caso di necessità economiche o per reperire soldi per spese legate ad esigenze estemporanee, affitti, bollette, viaggi, abbigliamento, e così via. Fortemente diversificate invece, prosegue il Codacons, le tariffe delle prestazioni: si va dai pochi euro per una video chiamata erotica fino ai 500 euro ad ora delle escort che offrono servizi più esclusivi. Nello stesso periodo, la crescita dei servizi di prostituzione è stata modesta. Nel 2019 sia i consumi finali sia il valore aggiunto si sono mantenuti sostanzialmente stabili (4,7 e 4,0 miliardi di euro rispettivamente); con una crescita media annua (2016-2019) dello 0,8%.

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