5 Giugno 2011

La prof Modena contrattacca In Procura un dossier difensivo

La prof Modena contrattacca In Procura un dossier difensivo
 

DA QUANDO è scoppiato il putiferio ha parlato una volta sola, convocando la stampa e pesando ogni parola. Per il resto è rimasta in silenzio sopportando a denti stretti il fiume di critiche da colleghi e politici in piena…collera. Ma ora la prof Maria Grazia Modena è tornata a dire la sua, dopo aver meditato a lungo, come è nel suo stile. Non ha improvvisato, né lasciato niente al caso. Ha raccolto tutta la rabbia per il fango che, sostiene, le è stato più volte gettato addosso e ha scritto un lungo dossier difensivo che poi ha consegnato in Procura e che è ben presto confluito nel faldone ‘ Cardiologia’ . Lei, responsabile del reparto al centro della bufera – e ora in una posizione scomoda, visto che una commissione sta valutando il suo operato per il rinnovo della convenzione con il Policlinico -, ha voluto spiegare ogni cosa smontando le criticità di cui tanto si è parlato e che la Regione ha riscontrato dopo aver analizzato 51 cartelle cliniche. Lei ha sempre detto che in quel laboratorio di Emodinamica non si faceva nulla di strano, tanto meno le persone erano trattate come cavie. Ora ha portato i documenti, ha messo tutto nero su bianco. In quell’ esposto ripercorre quanto successo dall’ inizio alla fine e spiega che ha rispettato le regole. Da quanto trapela si tratta di numerose pagine molto tecniche (anche relative a questioni amministrative), scritte evidentemente da una che il mestiere lo conosce bene. Non mancano poi critiche a chi le ha voltato le spalle, a chi le ha rimproverato di aver voluto intraprendere quella strada nuova, il progetto ‘ Oltre le coronarie’ , senza avere però «un paracadute». Molti colleghi hanno detto di averla avvisata, così come di aver messo in guardia il dimissionario Sangiorgi (ex responsabile del laboratorio), ma di essere stati ignorati. Il problema, lo ricordiamo, sta tutto in quegli interventi endovascolari extracardiaci – ovvero procedure di angioplastica alle arterie periferiche, come quelle renali – che venivano fatti, ha sottolineato la Regione, senza coinvolgere i chirurghi vascolari (i luminari Coppi e Curti hanno confermato). Va da sé che la Modena non ha gradito i rimproveri pubblici né i ‘ te l’ avevo detto’ e si è sfogata su quelle pagine, anche se non ha tirato in ballo nessuno. Non ci sono nomi e cognomi ma un discorso generale contro chi l’ ha accusata. Il dossier, che lei stessa ha provveduto a portare in corso Canalgrande, è ora nelle mani del pm Marco Niccolini che sta seguendo tutta la faccenda. In Procura sono due le indagini aperte. La prima riguarda il caso di Giovanni Spinella (presidente degli ‘ Amici del cuore’ ), che ha sporto denuncia per le complicazioni durante una coronarografia (per questa vicenda è indagato Sangiorgi). La seconda riguarda, invece, gli esposti del Codacons ovvero tutti i casi di persone che sono rimaste invalide a seguito di interventi o sono morte in maniera poco chiara. Su questo fronte stanno lavorando i Nas per ricostruire esattamente quello che è successo. Il punto è: queste conseguenze negative potevano essere evitate o tutto rientra nella normale casistica, come ha sostenuto la Modena vantando dati più bassi della media regionale?. Sarà la Procura a dover dire se c’ è stato o meno un reato. Sicuramente il dossier portato dalla Modena aiuterà a fare chiarezza.
 

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