11 Settembre 2020

La produzione torna a crescere

frena invece l’ export: forte flessione in basilicata (-36,8%), sardegna (-35,3%) e valle d’ aosta (-31%)
di Michela Andreini MILANO M Il sistema produttivo italiano si rimette in moto. L’ Istat certifica a luglio il proseguimento del trend di crescita, rilevando un aumento dell’ indice pari al 7,4% rispetto a giugno. Gli aumenti sono diffusi in tutti i comparti, soprattutto beni strumentali (+11,8%) e intermedi (+7,7%). La produzione resta comunque al di sotto dei livelli pre -pandemia, e rispetto a luglio 2019 l’ indice diminuisce dell’ 8%. Il Codacons parla di “ripresa insufficiente”, mentre l’ Unione nazionale consumatori – plaudendo al rimbalzo su base mensile – segnala che il cammino della crescita “è ancora lungo”. Un altro dato diffuso da Istat sembra confermare un percorso ancora in salita: nel secondo trimestre le esportazioni per tutte le ripartizioni territoriali segnano un netto calo. Nel dettaglio l’ istituto di statistica registra una flessione del 28,2% per il Sud e Isole, del 26,6% per il Nord-ovest, del 23,2% per il Nord-est e del 23,1% per il Centro, rispetto al mese precedente. Su base annua la produzione continua a rimanere indietro. Tutti i principali settori di attività economica registrano infatti diminuzioni: le più accentuate sono quelle della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-21,4%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-20,6%), della fabbricazione di mezzi di trasporto (-11,5%). I cali minori, invece, si osservano nelle industrie alimentari, bevande e tabacco (-0,4%), nella produzio ne di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (-1,4%) e nelle altre industrie (-4,4%). Nella media del trimestre maggio -luglio, però, il livello della produzione cresce del 15% rispetto ai tre mesi precedenti. Segnali di ripresa sul settore auto, dove la produzione a luglio guadagna il 78,7% rispetto al mese precedente. Su anno l’ incremento è pari al 3,4%. Nei primi 7 mesi dell’ anno la produzione di autoveicoli arretra tuttavia del 36,9%. Guardando all’ andamento dei singoli settori, la Coldiretti segnala che “tiene solo l’ alimentare, con una produzione che rimane praticamente stabile (-0,4%) rispetto allo scorso anno grazie all’ impegno di 730mi1a aziende agricole e 70mi1a industrie alimentari che non hanno mai smesso di lavorare per garantire le forniture di cibo e bevande agli italiani”. Nelle regioni del Belpaese frena intanto l’ export. Nei primi sei mesi dell’ anno la flessione è più ampia per Basilicata (-36,8%), Sardegna (-35,3%) e Valle d’ Aosta (-31%). Le performance negative di Piemonte (-21,2%), Lombardia (-15,3%), Veneto (-14,6%) ed Emilia-Romagna (-14,2%) spiegano i due terzi della flessione su base annua dell’ export nazionale. Solo il Molise (+30,2%) e la Liguria (+3,7%) registrano, nel confronto con il primo semestre 2019, un andamento positivo. Performance negative per la maggior parte delle province italiane: le peggiori interessano Milano, Torino, Firenze, Brescia, Vicenza e Bergamo.

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