fbpx
12 Novembre 2019

La produzione industriale al palo: è in calo per il settimo mese di fila

Nuova gelata per la produzione industriale italiana, a settembre. Secondo l’ Istat ha infatti mostrato un -2,1% su base annua dal precedente -1,7%. Su base mensile il dato ha, invece, registrato un -0,4% dal +0,4% di agosto. In termini tendenziali, nel mese di settembre, l’ indice corretto per gli effetti di calendario risulta in calo per il settimo mese consecutivo. A livello settoriale si conferma il maggiore dinamismo dei beni di consumo, il solo comparto in crescita. Anche nella media dei primi 9 mesi dell’ anno la produzione è calata, sia in termini grezzi sia al netto degli effetti di calendario. Una frenata accolta con preoccupazione dalle associazioni di categoria e dai consumatori. Per Unc e Codacons il settembre nero dell’ industria conferma la debolezza del settore e questo rischia di produrre effetti anche sul Pil. Analoghe preoccupazioni da Confcommercio, che vede ulteriori segnali di crisi con ricadute su occupazione e consumi. Meno drastico il giudizio dell’ Ufficio studi di Intesa Sanpaolo: «Il punto di minimo del ciclo nel settore industriale potrebbe essere alle spalle, ma la ripresa dai minimi sarà molto lenta. In generale i dati danno in questa fase indicazioni più negative rispetto ai dati di contabilità nazionale, visto che il Pil è cresciuto, sia pur marginalmente, in tutto l’ ultimo anno, nonostante un calo della produzione industriale in media di quasi mezzo punto a trimestre». Un’ ulteriore indicazione negativa è arrivata arriva dalla ricerca mensile di Unioncamere sul mercato del lavoro che mette in rilievo una brusca frenata della domanda delle imprese a novembre: sono infatti 5mila i contratti in meno programmati rispetto a novembre 2018. Anche allargando l’ orizzonte della previsione al trimestre novembre 2019-gennaio 2020, le entrate programmate dalle imprese risultano in flessione (-4.760). Ma uno spiraglio di ottimismo proviene dalle opportunità che verranno offerte in questo mese ai profili più qualificati, a cominciare dai laureati, ai quali sono destinati 5mila contratti in più.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox