19 Febbraio 2018

«La Procura indaghi sulla morte della ragazza sotto accusa anche l’ Asp»

L’ assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, sul caso della giovane estetista di Giarre, Emanuela Pulvirenti, morta alcuni giorni fa alla Rianimazione del Cannizzaro, ha aperto una indagine interna per appurare se ci sono state anomalie nella macchina dei soccorsi. Ieri il Codacons ha preannuncia la presentazione di un esposto-denuncia alla Procura proprio per appurare le cause della morte della giovane ed appurare soprattutto se tutti i passaggi del calvario dei soccorsi abbiano contribuiti a provocare il decesso. La vicenda della povera ragazza ha rimesso al centro dell’ attenzione il nodo dei soccorsi e riaperto la «ferita» dell’ ospedale di Giarre «Nei giorni scorsi – spiegano al Codacons – la sorella maggiore della vittima aveva accusato il sistema di emergenza del 118 di gravi omissioni, spiegando che la sorella sarebbe stata soccorsa da una ambulanza non medicalizzata. Inoltre i familiari avevano chiamato la guardia medica e poi il 118, specificando che la persona che richiedeva assistenza era cardiopatica, aveva avuto una pericardite e respirava a fatica». «Quando si sono resi conto della situazione che stava ormai precipitando, i due soccorritori hanno richiesto alla centrale del 118 il supporto di una seconda ambulanza, qstavolta con medico a bordo, ma ormai, forse, era troppo tardi. Chiediamo alla Procura di verificare – afferma l’ avv. Carmelo Sardella, dell’ ufficio legale dell’ associazione – se siano stati integrati i reati di rifiuto di atti d’ ufficio e omicidio colposo in ambito medico. Secondo autorevole giurisprudenza, infatti l’ operatore del 118 che ometta di eseguire il protocollo, non assumendo informazioni circostanziate e non provvedendo ad inviare un medico rianimatore a bordo, risponde di grave negligenza. Ed ancora rispondono del reato di rifiuto di atti d’ ufficio il medico di guardia e gli operatori del 118 che, a seguito di chiamata, non attivano le procedure dovute e non inviano sul luogo l’ ambulanza medicalizzata». «Occorre quindi accertare – ha proseguito il legale – le cause del decesso, e se l’ intervento immediato della guardia medica o di una ambulanza con medico avrebbe potuto salvare la donna».Il Codacons, inoltre, attraverso l’ avv. Giovanni Petrone, presidente regionale dell’ associazione, punta il dito contro la «mancata applicazione della delibera dell’ Asp dell’ aprile 2015 che stabiliva la presenza di 4 ambulanze medicalizzate nelle postazioni del 118 di Giarre, Riposto, Mascali e Linguaglossa», di fatto riaprendo la discussione sulla soppressione dell’ ospedale.Giuseppe Bonaccorsi.
giuseppe bonaccorsi

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