La Procura indaga sullo sciopero selvaggio
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fonte:
- Corriere della Sera
I taxi bloccano via Veneto
Presidio non autorizzato, caos ieri mattina Lo sciopero selvaggio dei tassisti della settimana scorsa finisce sotto inchiesta. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per valutare l`ipotesi di reato di “interruzione di pubblico servizio“. L`iniziativa è stata presa sulla base di un esposto del Codacons, che aveva chiesto di verificare la legittimità dello stop di tre giorni delle auto bianche. Proprio ieri però diversi tassisti, almeno una quarantina, si sono resi protagonisti di un altro episodio plateale, probabilmente ben oltre il limite della legalità. È successo tutto intorno all`ora di pranzo. Nella sede di via Molise del ministero per lo Sviluppo economico era in corso il terzo round del confronto fra governo e sindacati sul decreto Bersani che liberalizza le licenze. E mentre negli uffici del dicastero tecnici e rappresentanti della categoria discutevano, decine di auto bianche hanno invaso la strada della Dolce Vita, mandando in tilt il traffico. “Siamo qui per controllare che tutto vada come deve andare, perché se il governo non accoglie le nostre richieste, blocchiamo tutto di nuovo“, ha detto uno dei conducenti, con fare minaccioso. Nel giro di pochi minuti sono arrivati i carabinieri, allarmati anche perché nello stesso isolato era in corso il presidio di un gruppo di lavoratori di Pomigliano D`Arco che rischiano di perdere il posto per una vertenza. Uno dei rappresentanti del sindacato ha allora abbandonato il tavolo, è sceso in strada e ha invitato i colleghi a rimuovere le auto che intralciavano il traffico, anche perché il ministero aveva minacciato di sospendere l`incontro. “Non trattiamo con chi cerca di condizionarci con manifestazioni non autorizzate“, ha detto uno dei rappresentanti dello Sviluppo economico. I vertici del ministero – raccontano gli insider – sono rimasti molto irritati dall`atteggiamento mianccioso dei tassisti. Dopo mezz`ora di caos, le auto bianche si sono allora accostate sui lati di via Veneto restando in sosta vietata per alcune ore, ma almeno senza bloccare il traffico. E l`incidente diplomatico è rientrato. Gli autisti poi si sono spostati davanti al portone del ministero, dove fra l`altro sono stati arringati ancora una volta da Fabio Sabbatani Schiuma, consigliere comunale di An che già in occasione della “marcia su Roma“ di mercoledì scorso era salito sul palco del tassisti insieme a Gianni Alemanno e ad altri compagni di partito. Anche stavolta Sabbatani Schiuma ha tenuto un mini-comizio, accusando il governo di voler utilizzare il decreto Bersani per fare in modo che “i loro amici produttori di auto e imprenditori dei call center possano prendere il posto dei tassisti e delle centrali taxi“. Secondo alcuni carabinieri in servizio davanti al ministero, nel presidio di tassisti c`erano diversi personaggi noti a Roma come frequentatori di ambienti di estrema destra. L`incontro di ieri è stato comunque interlocutorio. Il confronto è stato aggiornato a oggi pomeriggio, i sindacati si sono detti fiduciosi sulla possibilità di raggiungere un accordo. Fra i tassisti che presidiavano il ministero ieri però c`era un diffuso malumore. “Non possiamo accettare compromessi – ha urlato uno dei manifestanti ai rappresentanti sindacali che uscivano dall`incontro -, se il governo non accetta le nostre condizioni, scendiamo in piazza“. E in molti lo hanno applaudito.
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