17 Novembre 2012

La procura indaga sui treni dei pendolari

La procura indaga sui treni dei pendolari

VENEZIA – Alzi la mano chi non si è mai trovato nelle seguenti situazioni, da pendolare: lunga attesa al binario causa ritardo, sedili e bagni sporchi, porte fuori uso e, soprattutto, quella ressa che ti porta a rimanere pressato come una sardina quando non a rimanere a terra. Fino al peggio: treno cancellato. I pendolari vivono queste scene ogni giorno e la loro condizione trova ciclicamente spazio anche sulle pagine dei giornali come accadde un paio di mesi fa quando il consigliere regionale della Lega Nord Santino Bozza fece il diavolo a quattro («carri bestiame da terzo mondo», il suo commento) sulla tratta Monselice-Venezia. Ora però la procura di Venezia vuole capire se i disservizi siano anche un reato, e precisamente un’ interruzione di pubblico servizio. L’ indagine aperta dal procuratore aggiunto Carlo Mastelloni si concentra per ora su una sola tratta delle tante venete «sotto stress», ovvero quella tra Venezia e Trieste. Ed è ovvio che nel mirino c’ è Trenitalia, cioè la società del gruppo Ferrovie dello Stato che gestisce anche il trasporto regionale, anche se per ora il fascicolo è solo conoscitivo. Proprio nei giorni scorsi è infatti arrivato alla procura lagunare un esposto firmato da due esponenti del comitato pendolari di Quarto d’ Altino, Gianni Foffano e Lorenzo Baldoni, che hanno preso coraggio dopo che già nel 2009 avevano scritto ai pm, quella volta senza grossi esiti. «I disagi proseguono – scrivono i due nell’ esposto – nei giorni scorsi passeggeri che dovevano salire a Quarto d’ Altino sul treno delle 7.15 hanno dovuto faticare per entrare, con seri problemi per la sicurezza delle persone stesse. In molti hanno affrontato il viaggio schiacciati sugli scalini della porta d’ ingresso». Il cahiers de doléances continua poi tra carrozze tolte, cancellazioni, ritardi, sporcizia e anche mancanza di informazioni. «In alcuni orari Trenitalia mette il Minuetto, un treno piccolo troppo piccolo perché due carrozze non bastano – continua Foffano – oppure chiudono le carrozze se, come a volte capita, c’ è un capotreno invece dei soliti due. E quando si resta a terra in stazioni minori, come Meolo, Gaggio, Fossalta, se si perde un treno bisogna aspettare un’ ora». Il periodo peggiore è stato quello estivo, quando tra ferie e riposi a volte non si riesce neppure a comporre l’ equipaggio minimo: e i treni saltano, tanto che in agosto si era contata una media di un convoglio soppresso al giorno la Venezia-Portogruaro. E oltre al comitato di Baldoni e Foffano, anche il Codacons con Luciano Ferro raccogliere ogni settimane decine di segnalazioni. Tutti elementi che ora la polizia giudiziaria, incaricata da Mastelloni, dovrà verificare. In realtà Trenitalia, anche recentemente con l’ ad Mario Moretti, si è sempre lamentata della scarsità di fondi pubblici a fronte di biglietti molto più bassi che nel resto d’ Europa per il servizio regionale. «Se si vogliono fare le gare, meglio – ha dichiarato Moretti proprio a Venezia – così evidenzierebbero ancor più questo problema, come nel caso dei servizi che dobbiamo continuare a fare anche dove non vorremmo». La direzione regionale veneta di Trenitalia aveva inoltre ricordato che fino al 2014 arriveranno in Veneto 22 convogli tra nuovi e restaurati, mentre i rilevamenti sulla linea Venezia-Trieste avevano riscontrato un tasso di puntualità del 95 per cento. Alberto Zorzi RIPRODUZIONE RISERVATA.

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