La Procura indaga per interruzione di pubblico servizio
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fonte:
- Corriere della Sera
Il comandate Raffaele Clemente porta (personalmente) in procura il caso dei vigili assenti in massa dal servizio nella notte di Capodanno. Il capo dei vigili è stato ricevuto ieri a fine mattinata dal procuratore aggiunto Maria Monteleone, magistrato di turno nella ricezione e smistamento delle denunce. Passo spedito, nessun documento (per ora) alla mano, volontà di andare a fondo alla vicenda, Clemente è uscito dalla stanza del magistrato dopo un’ ora di colloquio con un accordo di massima sulla linea da seguire: prima l’ indagine interna al corpo della polizia municipale, poi, eventualmente, quella della procura, che attende di avere in mano elementi più concreti oltre quel 85 per cento di assenze. In particolare i nomi degli assenti, le loro posizioni e turni previsti e la tempistica dei certificati medici prodotti – se datati 31 dicembre o antecedenti allo scontro sui turni in strada per San Silvestro e alla reperibilità disposta per tamponare i troppi vuoti in organico (lista degli straordinari inclusa). E poche ore dopo l’ incontro a piazzale Clodio è arrivata l’ ufficializzazione sull’ inchiesta voluta dal comandante dei vigili, che ha conferito al suo vice, Raffaella Modafferi, l’ incarico di procedere «nel più breve tempo possibile», all’ acquisizione di ogni utile elemento sulla vicenda delle assenze dal servizio degli agenti della Polizia locale. Ci vorrà realisticamente qualche giorno e forse più. Già acquista tutta la documentazione utile, non è escluso ora che possano essere convocati per un confronto i singoli agenti e graduati (44 già individuati) la cui assenza risulti più «sospetta». «La verifica – precisa il comando – dovrà quindi accertare, avvalendosi se necessario anche del supporto dei dirigenti delle Unita Operative di Gruppo, le reali dinamiche delle assenze e le posizioni soggettive di ogni singolo dipendente, attraverso tutta la documentazione possibile e necessaria». I dati raccolti saranno messi a disposizione oltre che dell’ autorità giudiziaria, anche di quella amministrativa (per uso e valutazioni interne) e del Garante degli scioperi per valutare eventuali violazioni della normativa. «Dal punto di vista penale – ragiona un pm – a meno che non si vogli pensare a una epidemia improvvisa, e allora diventa un problema sanitario, c’ è già formata la prova logica della volontà generale e concordata di interrompere o turbare la regolarità di un pubblico servizio (articoli 331 e 340 del codice penale,ndr). Lo dimostra anche l’ assemblea sindacale convocata inizialmente per la notte del 31 dicembre. Ragionando sui casi specifici, invece, bisogna andare a verificare l’ autenticità e la veridicità di tutti i certificati medici prodotti dagli agenti, ipotizzando dei falsi o la truffa». In procura, contro gli assenteisti, si dice disposto ad andare anche il Codacons «con un esposto e azioni legali in preparazione». Mentre il presidente dell’ Ospol (Organizzazione Sindacale delle Polizie Locali), Luigi Marucci contrattacca e denuncia il «clima poliziesco di intimidazione, di terrorismo psicologico e attacco alle libertà sindacali». Secondo l’ Ospol, il comandate Clemente «già emette la sua sentenza sulle assenze dal servizio di una parte del personale della Polizia Locale ritenendolo un “fatto doloso”, una diserzione dalle trincee, ovvero, un reato di falso commesso volutamente. Si tratta – continua Marucci – di una accusa gravissima perché anticipa abusivamente ed illegalmente quelli che potranno essere gli esiti dell’ inchiesta giudiziaria. Secondo il Codice penale ciò si chiama calunnia, aggravata dalla qualifica che Clemente riveste». F. Fia. [email protected].
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