La procura di Cosenza apre un`inchiesta
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fonte:
- Gazzetta del Sud
COSENZA ? I giorni del freddo e della vergogna. Con decine di autovetture e di Tir sepolti dalla neve sull`autostrada Salerno-Reggio Calabria e un migliaio di automobilisti costretti a rimanere per trenta ore all`addiaccio. Una situazione tanto incredibile quanto paradossale, caratterizzata da una serie di clamorosi errori di valutazione. Errori che hanno determinato la partenza in ritardo dei soccorsi, l`impiego di un numero insufficiente di mezzi antineve ed evidenziato un pessimo coordinamento tra Anas, Protezione civile e Polstrada. I giorni della ?Merla? ? nonostante preavvisi e allarmi lanciati dal servizio metereologico dell`Aeronautica ? hanno mandato puntualmente in tilt la principale rete viaria di collegamento del negletto Meridione. Nel sempre più dimenticato Sud si è ormai incapaci di gestire le emergenze: le piogge autunnali provocano dissesti idrogeologici determinando l`isolamento d`interi paesi (Sinopoli e Tarsia i casi più recenti), mentre la neve invernale prima blocca sotto Natale l`erogazione dell`energia elettrica nell`intera Sila affollata di turisti e, poi, paralizza l`autostrada in via di ammodernamento. Un`autostrada che sta ingoiando milioni di euro in lavori di rifacimento. Lavori su cui, ovviamente, stanno drenando denaro pubblico pure la `ndrangheta e la camorra. Perché mercoledì pomeriggio non sono stati attivati tutti i mezzi di soccorso? Chi ha sottovalutato quanto stava accadendo sull`A3? È quanto vuol scoprire il procuratore capo di Cosenza, Alfredo Serafini che, giustamente indignato, ha aperto un`inchiesta. Nella città dei Bruzi ha sede, infatti, il principale compartimento dell`Anas, quello demandato a gestire tutta la Salerno-Reggio Calabria. Il magistrato inquirente, nelle prossime ore, acquisirà una serie di documenti per ricostruire la dinamica dei tempi di attivazione delle squadre di emergenza e verificare la congruità dei meccanismi posti in essere per fronteggiare il ?disastro?. Il togato vuol comprendere quale sia stato il numero dei mezzi impiegati e quale il genere di assistenza assicurata agli automobilisti rimasti bloccati nella zona di Lagonegro. Il procuratore Serafini intende pure capire perché, nonostante i ripetuti allarmi lanciati dalla Protezione civile, non sia stata per tempo interdetta la circolazione ai mezzi pesanti tra gli svincoli di Frascineto, Lauria, Lagonegro e Polla, nella cosiddetta zona a rischio. I mezzi pesanti, infatti, sono finiti di traverso lungo le corsie autostradali, bloccando, mercoledì pomeriggio, il transito di tutti gli altri veicoli. Il magistrato inquirente sembra intenzionato a sentire pure i massimi dirigenti calabresi e lucani dell`Anas. «Se ci sono responsabilità ? ha detto il capo della magistratura inquirente cosentina ? voglio compiutamente individuarle». In quanto accaduto sono certamente individuabili condotte di tipo omissivo sanzionabili penalmente. Il Codacons, intanto, ha presentato un esposto alle procure di Salerno, Sala Consilina, Lagonegro e Castrovillari chiedendo di aprire un`indagine nei confronti della polizia stradale di Campania, Basilicata e Calabria, per i mancati controlli sull`obbligo di catene a bordo dei Tir, e degli stessi autisti dei mezzi pesanti che si sono resi responsabili del blocco dell`autostrada A3. La denuncia, sostiene il Codacons, ipotizza i reati di «omissione di atti d`ufficio, disastro stradale e lesioni ai danni di tanti automobilisti rimasti intrappolati». «Dopo quello che è accaduto ? afferma il presidente Carlo Rienzi ? vogliamo la rimozione dei vertici della polizia stradale delle zone interessate al blocco. In casi come questi e visti i precedenti fatti registrati sulle strade italiane, andrebbero chiusi gli accessi alle autostrade e disposti blocchi strategici per i controlli di tutti i tir che non dispongono di catene da neve». Chiede invece le dimissioni del ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Pietro Lunardi e del presidente dell`Anas, Vincenzo Pozzi, il Movimento difesa del cittadino. «E` vergognoso che un ministro come Lunardi, ormai chiaramente incapace di governare situazioni complesse, resti al suo posto. Cosa deve accadere ancora perché passi la mano?» ? afferma il presidente Antonio Longo.
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