La procura blocca l´horror show Sarah, sequestrati video e verbali
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fonte:
- la Repubblica
TARANTO – La procura blocca l´horror show scatenato sulla morte di Sarah Scazzi. Con un decreto di sequestro eseguito in tutta Italia dai carabinieri. Nel mirino i video, i file audio e i verbali dell´inchiesta sul giallo di Avetrana. Quei documenti a singhiozzo erano apparsi in tv. L´ultimo colpo di scena era andato in onda su "Quarto grado". La trasmissione di Mediaset, venerdì scorso, aveva trasmesso il video del sopralluogo effettuato da magistrati e investigatori nel garage della villetta di via Deledda. Intanto, secondo indiscrezioni, quando Michele Misseri trovò il corpo della nipote Sarah in garage, Sabrina gli avrebbe detto: «Papà, ti aiuto?». E il padre le avrebbe risposto «no, vattene faccio tutto da solo». E´ quanto avrebbe riferito Michele Misseri nell´incidente probatorio raccontando le fasi dell´omicidio di Sarah Scazzi. Le immagini del luogo del delitto e dello zio della vittima che raccontava la dinamica dell´omicidio hanno di fatto colmato la misura. A spingere i magistrati anche il fatto che le stesse sequenze erano state riproposte subito dopo da tg e altre trasmissioni. E così la procura ha rotto gli indugi per frenare la corsa all´horror show con un provvedimento che non ha precedenti. I pm Pietro Argentino e Maurizio Carbone hanno affidato ai carabinieri il compito di rastrellare video, verbali e audio degli interrogatori nelle redazioni. A parere della procura con le pubblicazioni integrali si sarebbe di gran lunga valicato il confine del diritto di cronaca. E quei documenti sono corpo di reato. Per la precisione di quello disciplinato dall´articolo 684 del codice penale, ovvero la pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale. Delitto di cui si sarebbero macchiati tutti coloro che hanno trasmesso o pubblicato video, audio e documenti. La sanzione prevista è l´arresto sino a trenta giorni o l´ammenda da 50 a 250 euro. Sanzioni a parte, però, è evidente che l´iniziativa vada alla ricerca di un impatto mediatico che faccia da diga alle esagerazioni a cui si è assistito. Nel decreto di sequestro i magistrati rilevano che i video sono "documenti relativi a un procedimento penale ancora nella fase delle indagini preliminari" e che, anche se non più coperti da segreto, poiché da tempo depositati nella cancelleria del Tribunale e a disposizione delle parti, "non possono essere pubblicati ai sensi di quanto previsto dall´articolo 114 del codice di procedura penale". I pm osservano inoltre che l´omicidio di Sarah ha avuto una risonanza mediatica ‘ ‘ che ha valicato i limiti del legittimo esercizio del diritto di cronaca´´ e che sono stati pubblicati in numerose trasmissioni televisive e tg anche nazionali documenti audio e video del procedimento penale ‘ ‘ in evidente violazione´´ dello stesso articolo. Sugli eccessi già dopo la diffusione degli audio degli interrogatori era già intervenuto il garante della privacy, che ieri ha apprezzato l´iniziativa della procura, lamentandone, però, il ritardo. "I magistrati – ha detto il garante Francesco Pizzetti – hanno chiarito che aver diffuso gli audio e i video costituisce un fatto illecito. Ma c´è da chiedersi perché, malgrado da un mese avessimo aperto un´istruttoria e segnalato questa problematica, la decisione sia arrivata solo ora". Critica la posizione del Codacons che parla di intervento tardivo e di rischio di ulteriore spettacolarizzazione.
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