11 Agosto 2011

La Procura apre un’ inchiesta sugli aumenti della benzina

La Procura apre un’ inchiesta sugli aumenti della benzina
 

La Procura di Palermo ha aperto un’ inchiesta sugli aumenti della benzina. Un fascicolo è stato aperto stamattina dal procuratore aggiunto Nino Gatto con l’ ipotesi di reato di manovre speculative con il rincaro sul mercato interno (articolo 501 bis del codice penale). L’ iniziativa della magistratura nasce da un esposto del Codacons contro gli aumenti del carburante. "E’ una situazione indecente" afferma il segretario nazionale del Codacons Francesco Tanasi. "I petrolieri ed i benzinai ne approfittano tenendo artificiosamente i prezzi alti, nonostante il prezzo del barile sia crollato per sfruttare il massiccio esodo di ferragosto e speculare sulla pelle degli italiani". Il Codacons ha chiesto nel suo esposto il sequestro dei depositi dei grossisti e delle pompe di benzina, ipotizzando il reato di aggiotaggio. "Nonostante oggi i prezzi del petrolio siano rimbalzati nel mercato di New York, facendo risalire il prezzo del barile sopra la soglia di 80 dollari – scrive il Codacons nella denuncia alla Procura -, il calo verificatosi in quest’ ultimo periodo dovrebbe produrre una immediata riduzione dei prezzi alla pompa di almeno 10 centesimi di euro. Il mancato calo di 10 centesimi di euro consentirà alle compagnie petrolifere, nel solo week-end di Ferragosto, di dare una stangata aggiuntiva agli italiani in vacanza pari a 100 milioni di euro".

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