19 Marzo 2019

La Procura apre un’ inchiesta su Ing

dopo lo stop di banca d’ italia all’ acquisizione di nuova clientela, anche i giudici vogliono vedere chiaro sui problemi nell’ antiriciclaggio dell’ istituto olandese
ignazio mangranoNon capita tutti i giorni che una banca si trovi costretta a bloccare le proprie attività, e infatti lo stop inflitto sabato da Banca d’ Italia alla succursale italiana di Ing Bank ha colto tutti di sorpresa. Come se non bastasse, secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, nella giornata di ieri la Procura di Milano avrebbe aperto un fascicolo a carico di ignoti, anche se l’ iscrizione dell’ istituto nel registro degli indagati sarebbe solo una questione di ore. L’ apertura dell’ inchiesta era stata sollecitata domenica da parte del Codacons. Tramite un comunicato diffuso nel fine settimana, via Nazionale ha reso noto di avere imposto alla sussidiaria del gruppo olandese famosa per il «conto Arancio» di «astenersi dall’ intraprendere operazioni con nuova clientela» a seguito di criticità in materia di normativa antiriciclaggio emerse nel corso delle verifiche ispettive svoltesi tra ottobre 2018 e gennaio 2019. Risulta esclusa da tale provvedimento la clientela in essere. Il Testo unico bancario prevede che, in caso di violazione delle disposizioni relative alle succursali da parte delle banche comunitarie, Palazzo Koch possa adottare «le misure necessarie a prevenire o reprimere tali irregolarità, compresa l’ imposizione del divieto di intraprendere nuove operazioni, la sospensione dei pagamenti e la chiusura della succursale». Contestualmente alla decisione di Banca d’ Italia, Ing ha emesso un comunicato informando di avere «intrapreso il percorso necessario per potenziare i processi e la gestione dei rischi di compliance», impegnandosi a «indirizzare le mancanze e risolvere le criticità identificate». La banca spiega inoltre di avere intrapreso già da tempo il rafforzamento delle procedure di adeguata verifica, e che «le misure in Italia sono da contestualizzare nel percorso che il Gruppo Ing ha annunciato nel settembre 2018 per migliorare la gestione dei rischi di compliance e diffondere una più forte consapevolezza all’ interno dell’ intera organizzazione».Lo scorso settembre, la capogruppo olandese aveva reso noto di avere accettato il pagamento di una multa da 775 milioni di euro (675 milioni di multa, ai quali si aggiungono 100 milioni di proventi ottenuti illegalmente), riconoscendo «gravi carenze nell’ esecuzione delle politiche di adeguata verifica della clientela per prevenire la criminalità economica finanziaria nel periodo oggetto dell’ inchiesta (2010-2016)». In quell’ occasione, il management aveva espresso il proprio rammarico per non aver saputo arginare le condotte illecite. «Come banca abbiamo l’ obbligo di garantire che le nostre operazioni soddisfino i più alti standard, in particolare quando si tratta di impedire ai criminali di abusare del sistema finanziario, non rispettare tali standard è inaccettabile», così Ralph Hamers, ceo di Ing. A seguito della vicenda il chief financial officer del gruppo, Koos Timmermans, aveva rassegnato le proprie dimissioni.La tegola del blocco da parte di Banca d’ Italia è ora fonte di preoccupazione per gli investitori. Il titolo ha perso ieri l’ 1% alla borsa di Amsterdam, ma nel futuro c’ è l’ incognita di possibili nuove ispezioni. Le falle riscontrate in Italia e nei Paesi Bassi potrebbero generare un effetto domino, con nuovi controlli e, potenzialmente, nuove multe. Nel nostro Paese l’ istituto conta 900 dipendenti, 1,3 milioni di clienti (100.000 nuovi all’ anno) e 8.800 nuovi conti aperti al mese. A livello globale Ing è presente in 40 paesi con una forza lavoro complessiva pari a 51.000 dipendenti, 38 milioni di clienti e un utile netto nel 2018 pari a 4,7 miliardi di euro.

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