11 Settembre 2018

La Procura apre un’ inchiesta contro ignoti: epidemia colposa

indagini dei carabinieri del nas sulla rete idrica dei principali comuni della bassa bresciana magistratura
Epidemia colposa. Con questa ipotesi di reato la Procura di Brescia ha aperto un’ inchiesta per fare luce sui casi di polmonite sempre più in aumento nella Bassa. Magistratura. Il sostituto procuratore Maria Cristina Bonomo ha dato mandato ai carabinieri del Nas di effettuare indagini sulla rete idrica dei principali comuni bresciani dove l’ epidemia si è sviluppata dai primi giorni di settembre. Non ci sono indagati nel fascicolo della magistratura e non è stata la Procura a disporre l’ utopsia sul corpo della 69enne di Mezzane di Calvisano morta nei giorni scorsi. L’ esame autoptico, eseguito dai medici di Medicinale gale degli Spedali civili, è stata voluta da Ats per escludere che il decesso sia collegato all’ emergenza polmonite. Magistratura. Il sostituto procuratore Maria Cristina Bonomo ha dato mandato ai carabinieri del Nas di effettuare indagini sulla rete idrica dei principali comuni bresciani dove l’ epidemia si è sviluppata dai primi giorni di settembre. Non ci sono indagati nel fascicolo della magistratura e non è stata la Procura a disporre l’ utopsia sul corpo della 69enne di Mezzane di Calvisano morta nei giorni scorsi. L’ esame autoptico, eseguito dai medici di Medicinale gale degli Spedali civili, è stata voluta da Ats per escludere che il decesso sia collegato all’ emergenza polmonite. Il Codacons. In attesa dei primi riscontri da parte della Procura, si registra la presa di posizione del Codacons lombardo che ricorda come «l’ articolo 32 della Costituzione Italiana garantisce il diritto alla salute dell’ individuo, qualificandolo quale diritto fondamentale e interesse primario della collettività». Il Codacons spiega poi: «Le Pubbliche Amministrazioni, dalla Regione ai Comuni, sono tenute a vegliare sul rispetto delle regole utili ad assicurare l’ effettività dei principi individuati dalla Costituzione. Le imprese private che offrono servizio alla collettività, su incarico pubblico, devono operare professionalmente in maniera ligia alle regole prestabilite, con particolare attenzione alle norme e ai criteri di sicurezza». L’ attenzione si concentra dunque sulla prevenzione. «L’ eventuale assenza di controlli tempestivi sui campioni d’ acqua della rete idrica, del suo costante monitoraggio e l’ eventuale mancanza di diligenza delle imprese che gestiscono l’ afflusso dell’ acqua potabile presso le case dei cittadini – sostiene Codacons in una nota – possono avere gravissimi effetti collaterali quali il contagio collettivo a cui stiamo assistendo». Sulla vicenda si è mosso anche l’ Ordine nazionale dei biologi che ha deciso di mettersi a disposizione delle Amministrazioni comunali con una task -force di esperti. // CITTA.

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