La Procura adesso indaga sui vaccini «Ci sono metalli ma non sono tossici»
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Stefano Tamagnone Ô”I prodotti hanno mostrato di non contenere contaminanti inorganici che possano avere un risvolto tossicologico”. Si conclude così, con un passaggio rassicurante, la prima consulenza eseguita da un professore dell’ Università di Torino sul vaccino esavalente utilizzato per la vaccinazione pediatrica di massa che mira a raggiungere una copertura del 95% della popolazione. Consulenza richiesta dal procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo che, ricevuto un esposto del Codacons, ha aperto un fascicolo d’ inchiesta senza indagati in cui si ipotizza il reato di “somministrazione di farmaci imperfetti”. Perché se da una parte si esclude fin da ora “un risvolto tossicologico”, i primi accertamenti hanno rilevato la presenza di sostanze che nel farmaco non dovrebbero comparire. Le analisi, stando a quanto si apprende, anche se in minima traccia, hanno riscon trato la presenza di micro e nanoparticelle paragonabili a quelle che si trovano nell’ acqua: tungsteno, con una percentuale più alta, alluminio, rame, zinco, manganese e piombo, in piccolissima parte. Le sostanze, alle concentrazioni rilevate, non rappresentano un pericolo per la salute, ma la Procura vuole capire come sia stato possibile rilevarle, visto che non compaiono sul “bugiardi no”. E per questo, la prima consulenza dovrà essere integrata con una seconda. Lo scopo, individuate le sostanze “di troppo”, è quello di capire se siano contenute nel farmaco vero e proprio, oppure in qualche parte della confezione. E tra le ipotesi, starebbe prendendo piede quella che la causa sia nella “lima tura” degli aghi: potrebbe esserci una migrazione del metallo dall’ ago al preparato quando si fa scattare la siringa della “penna”. La consulenza (e il supplemento) sono state assegnate a un professore della facoltà di Biotecnologie molecolari che ha analizzato la siringa unica per la puntura contenente sei vaccini. A sollevare la questione era stato un esposto del Coda cons, che nel documento che ha dato il via all’ inchiesta di Pacileo aveva evidenziato diverso elementi, a partire da alcuni esami di laboratorio eseguiti da Antonietta Gatti e Stefano Montanari, specialisti in nanotecnologie. Il lavoro dei due scienziati era stato pubblicato a gennaio dell’ anno scorso dall’ International Journal of Vaccines and Vaccination: secondo lo studio, il campione analizzato del vaccino esavalente aveva «una contaminazione da micro e nanoparticelle». E il Codacons chiedeva, tra le altre cose, se quegli elementi ci fossero davvero e se fossero dannosi per la salute. La consulenza, per ora, ha risposto a entrambi i quesiti. Il resto si scoprirà con le ulteriori analisi.
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