7 Maggio 2008

La procura acquisirà il parere del Garante per la privacy

La procura acquisirà il parere del Garante per la privacy perché è proprio sulla base di quella decisione che l`inchiesta potrà fare un salto in avanti. Il procuratore aggiunto Franco Ionta e il sostituto Francesco Polino faranno formale richiesta per acquisire il provvedimento emesso dall`Autorità, nel quale viene dichiarata l`illegittimità della messa in rete dei dati riguardanti i redditi degli italiani per l`anno 2005. È facile immaginare, quindi, che il fascicolo, finora contro ignoti, vedrà già nei prossimi giorni l`iscrizione dei primi nomi sul registro degli indagati con la contestazione di violazione della privacy. Dalla documentazione attualmente nelle mani degli inquirenti, e tra questi la copia dell`autorizzazione alla pubblicazione firmata dal direttore dell`Agenzia delle entrate Massimo Romano, emerge una ricostruzione che consente già di attribuire ruoli e responsabilità nella vicenda. È stato lo stesso Romano, nel giorno in cui la polizia postale si è recata a prelevare la documentazione su mandato della procura, a voler fare dichiarazioni spontanee. “Ho ottemperato a quanto stabilito dalla legge – ha affermato il dirigente – e l`ho fatto senza aver ricevuto alcun input da parte dell`autorità politica“. Il direttore, insomma, sembra volersi assumere tutte le responsabilità della diffusione dei dati, scagionando l`ex viceministro dell`Economia Vincenzo Visco che aveva comunque resa ufficializzato la pubblicazione on line. Se bisogno di trasparenza c`è stato, è solo perché così prevede la legge, e comunque a volerlo sarebbe stato il direttore dell`Agenzia. Per questa ragione, forse come atto dovuto, sarà proprio Romano a essere iscritto sul registro degli indagati nelle prossime ore. E solo dopo i pm cominceranno la tornata di interrogatori per ascoltare le versioni dei soggetti coinvolti. Da palazzo Chigi, intanto, è arrivata una precisazione del premier uscente, Romano Prodi, che ha chiarito di non essere mai stato informato della pubblicazione on line dei redditi dei contribuenti, così come era stato invece ipotizzato da fonti giornalistiche. Nel frattempo, i dati continuano a circolare sul web nonostante il divieto del Garante. Una ventina di siti sono stati identificati dagli esperti informatici, diretti da Domenico Vulpiani. E altrettanti sono stati segnalati dalle associazioni di categoria. Si sarebbero fatti pagare per vendere gli elenchi, mentre sul sito di compravendite eBay, qualcuno aveva già proposto l`affare partendo da una base d`asta di una decina di euro. La polizia ha bloccato la vendita e ha avvertito il provider di quanto stava accadendo. I pm procederanno, probabilmente, anche contro chi lucrava mettendo in vendita l`intera lista, quando su altri siti, compreso quello dell`Agenzia, la consultazione poteva avvenire gratuitamente. Intanto, dopo Roma anche la procura di Catania ha deciso di acquisire il parere dell`Autorità del garante per la privacy, aprendo formalmente un`altra inchiesta. E altrettanto faranno le procure di mezza Italia, dove è arrivata nei giorni scorsi la denuncia del Codacons. Ha già annunciato di volersi costituire parte civile, poi, Contribuenti.it. “L`Agenzia delle entrate – spiega Vittorio Carlomagno presidente dell`associazione – non solo ha violato la privacy, ma ha violato il principio costituzionale di collaborazione e buona fede, previsto dallo Statuto dei diritti del contribuente“. Il sito a tutela del contribuente ha dichiarato che, nella sola giornata di ieri, gli “Angeli del Fisco di KRLS Network of Business Ethics“ (leader in Italia nel volontariato), hanno assistito gratuitamente oltre 850 cittadini per richiedere i danni alle Entrate.

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