La Procura accelera, sentiti quattro medici
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fonte:
- Il Resto del Carlino
LA PORTA verde dell’ ufficio del pm Marco Niccolini, al terzo piano della Procura, ieri è rimasta chiusa per molte ore. Si è aperta solo per fare passare, uno dopo l’ altro, i quattro medici (i primi di una lunga lista) che sono stati sentiti come persone informate sui fatti. A raccontare quello che sanno del caso Cardiologia – sul quale la magistratura pare aver dato una accelerata – sono stati Daniele Giovanardi (referente Snami, oltre che vice del dipartimento di Emergenza urgenza del Policlinico), Roberto Parravicini (professore ordinario di Cardiochirurgia), e due dottoresse dell’ equipe. Giovanardi è stato convocato per metà mattina. Alle 11.15, dopo mezz’ ora di dichiarazioni spontanee, aspettava solo di mettere la firma sul verbale. In quel verbale ha ridetto, sostanzialmente, quanto sostiene da settimane. Con coerenza, ha sempre parlato di «fatti gravi evidenziati dalla Regione. Qui si parla di imperizia, imprudenza e negligenza». Si è detto dispiaciuto poi dell’ idea che si è fatta l’ opinione pubblica, ovvero che tutta la questione sia riducibile a una lotta tra baroni della sanità. «Non è così, non c’ entra niente». Il problema assistenziale per Giovanardi è molto serio, così come lo sono le difficoltà gestionali dovute alla separazione dei reparti tra i due ospedali. Giovanardi era stato uno dei primi a sollecitare un intervento super-partes di verifica sulla Cardiologia. «Quando è arrivata la prima lettera degli ‘ Amici del cuore’ si sono consultati tra loro solo la prof Modena (a capo del reparto) e il dg Cencetti rispondendo poi all’ associazione che quel reparto è di eccellenza. Io, ribadisco, non ero stato informato. Ma come è possibile? Ma dov’ è la collegialità?». Giovanardi dice di essere stato più volte liquidato dalla prof Modena, tanto che «nel 2009 io e altri colleghi firmammo un documento in cui mettevamo nero su bianco che non saremmo più andati alle riunioni con lei visto il comportamento tenuto». A Giovanardi il pm Niccolini ha chiesto cosa sapeva del progetto ‘ Oltre le coronarie’ , che ha introdotto in Emodinamica quei discussi interventi endovascolari extracardiaci, ora sospesi. Ma lui ne sapeva ben poco, se non per sentito dire. «Io, Sangiorgi (il direttore dimissionario di Emodinamica) giuro di non averlo mai visto». Ha poi ribadito l’ eccessivo sbilanciamento sulla ricerca, dicendo che i «letti di Cardiologia spesso erano tenuti vuoti per i clienti delle sperimentazioni». Dopo di lui, anche gli altri hanno parlato e raccontato. Per oltre un’ ora il pm ha poi ricevuto il comandante del Nas di Parma, Balletta, che si è occupato di sequestrare le cartelle cliniche a seguito dell’ esposto del Codacons con vari casi di persone rimaste invalide o decedute dopo interventi (un’ altra indagine riguarda il caso singolo del presidente degli ‘ Amici del cuore’ , Spinella). Se la questione amministrativa si è giocata tutta sulle consulenze mancate con i chirurghi vascolari e le cartelle cliniche «carenti», quella penale riguarda invece eventuali colpe mediche. Per accertare la verità bisogna mettere le mani nelle sperimentazioni, seguire il flusso dei introiti, e capire come erano ‘ reclutati’ i pazienti.
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