La prima è stata quella del Codacons
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fonte:
- DiPiù Tv
La prima è stata quella del Codacons (il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori), che ha presentato un esposto alla Corte dei Conti per chiedere alla Rai di fare un passo indietro. Secondo il Codacons, infatti, coinvolgere figuranti come pubblico non avrebbe apportato alcun valore aggiunto alla manifestazione, si sarebbe limitato a incrementare i costi per la Rai, rischi di contagio e i problemi organizzativi del Festival. Ma la questione è andata oltre, si è ingigantita. Ed è diventata un vero e proprio caso politico. Prima, infatti, è intervenuto sulla questione il ministro della Salute Roberto Speranza, che ha inviato una lettera al Comitato Tecnico Scientifico chiedendo un suo intervento per predisporre “un protocollo di sicurezza per gli artisti presenti sul palco e le maestranze dietro le quinte”. Ma non è tutto: Speranza ha anche ribadito che per gli spettacoli «che si svolgono nelle sale teatrali» valgono le norme previste dal Dpcm in vigore, «che consente lo svolgimento di spettacoli in assenza di pubblico». Ma la “goccia che ha fatto traboccare il vaso”, ciò che ha fatto andare Amadeus su tutte le furie, facendogli addirittura pensare alle dimissioni, è stato un messaggio scritto su Twitter dal ministro per i Beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini. Che ha, di fatto, messo un veto all’ipotesi di un pubblico al Festival composto da figuranti. «Il teatro Ariston di Sanremo è un teatro come tutti gli altri», ha scritto Franceschini. quindi, come ha chiarito ieri il ministro Roberto Speranza, il pubblico, pagante, gratuito o di figuran- 1 ti, potrà tornare solo quando le norme lo consentiranno per tutti i teatri e cinema Speriamo il prima possibile». Parole forti, dure, che non sembrano lasciare spazio ad aperture né a mediazioni.
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