28 Dicembre 2010

La prima “class action” contro il test sull’ influenza A

MILANO – La nuova influenza A H1N1 torna a far parlare di sé. In Gran Bretagna sta creando nuovo allarme (già 27 morti), in Italia diventa la causa indiretta della prima class action ammessa. Ha aperto la strada il tribunale di Milano. Pubblicità ingannevole di un test fai da te per scoprire se si aveva l’ influenza e di quale ceppo virale si trattasse. Nel periodo della pandemia, che a posteriori ha scatenato non poche polemiche e sospetti di «favoritismi» internazionali nei confronti delle aziende farmaceutiche, in Italia veniva commercializzato un test fai da te per scoprire se uno era colpito dall’ influenza AoB, comprese la suina (la nuova A H1N1) e l’ aviaria. La pubblicità del prodotto, sull’ onda dell’ allarmismo per la pandemia, è stata valutata dai giudici a dir poco eccessiva, enfatizzando caratteristiche che il test non possedeva. Di qui, il via libera alla class ac tion. Ossia all’ azione collettiva avviata lo scorso anno dal Codacons contro la Voden Medical Instruments Spa, ideatrice e distributrice dell’ Ego test Flu. Un banco di prova per questo tipo di azioni risarcitorie milionarie, tipiche della giustizia americana: si pensi solo alle maxi cause contro i produttori di sigarette. E ora contro le banche dopo la crisi economica. La nostra legge, prossima all’ anno di vita (è del primo gennaio 2010), è stata definita all’ italiana. Anche perché ci sono ancora incertezze sulla sua interpretazione. Inoltre, nel corso del 2010 è partita anche una seconda normativa sulle class action contro la pubblica amministrazione, con l’ obiettivo solo di correggere l’ inefficienza dello Stato. Niente soldi per carità. Ma finora nessuna causa dei consumatori era arrivata all’ ammissibilità. Ci voleva la solita influenza. Dalle banche ai servizi, sei cause all’ americana avviate sono in attesa del sì o del no. Le richieste danni finora depositate toccano complessivamente i 10,5 miliardi di euro. E’ il test per l’ influenza quindi l’ apripista. Spiega l’ avvocato del Codacons, Marco Ramadori: «Il dispositivo è stato emesso dall’ ottava sezione civile del Tribunale di Milano, Presidente Perozziello, e fa chiaro riferimento all’ articolo 140 bis, comma 2 lettera c del Codice del Consumo, che tutela “i diritti identici al ristoro del pregiudizio derivante agli stessi consumatori e utenti da pratiche commerciali scorrette o da comportamenti anti-concorrenziali”». Secondo il Tribunale, riferisce il Codacons, la Voden Medical potrebbe essere condannata «a risarcire gli acquirenti del test fai da te contro l’ influenza suina, per aver messo in atto pratiche commerciali scorrette consistenti in una pubblicità del prodotto con enfatizzazione di qualità e caratteristiche che invece il prodotto non possedeva». Pubblicità che avrebbe convinto numerosi consumatori ad acquistare il test fai date, nonostante l’ avvertimento dello stesso ministro della Salute Ferruccio Fazio: «I test a casa non servono a niente, l’ unica diagnosi affidabile è quella del medico». E ora? Come funziona la class action? Spiega l’ avvocato del Codacons: «I cittadini che hanno acquistato il prodotto in questione contattino l’ associazione per ottenere informazioni circa le procedure da seguire». C’ è tempo fino al 30 aprile 2011 per presentare le adesioni alla causa collettiva. Lo ha stabilito il tribunale. Udienza fissata alle 11 e 45 del 16 giugno 2011. E sarà la prima volta in Italia.

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