22 Giugno 2009

La previsione è del Codacons che torna a puntare l’indice sui petrolieri

Roma. Per le famiglie alle prese con la crisi economica è una boccata d’ossigeno. Infatti, il calo del prezzo del petrolio e la discesa dei tassi di interesse sui mutui contratti per l’acquisto della casa porterà un risparmio medio di 3500 euro nel 2009. A fare i conti è il Centro studi della Confindustria che conferma, tra l’altro, gli scenari delineati nelle ultime settimane anche dal ministero dell’Economia. Certo, dai minimi toccati a marzo, il prezzo del greggio è praticamente raddoppiato a giugno. Ma, anche così, rispetto al 2008, il calo si attesta sul 33%. I risparmi per le famiglie, calcola Confindustria, arriveranno a 13,4 miliardi di euro, pari, tra carburanti, gasolio per riscaldamento, elettricità e gas, a 546 euro per nucleo familiare. In particolare i prezzi di benzina e diesel, ricordano gli economisti di viale dell’Astronomia, sono diminuiti con ritmi a due cifre: a gennaio, ad esempio, il calo è stato del 25,7% rispetto ai massimi di luglio 2008 (anche se poi i listini sono risaliti del 3,4% fino ad aprile). Un trend che però, nelle ultime settimane, si è drasticamente interrotto. Tanto che entro agosto la benzina potrebbe arrivare a costare 1,5 euro al litro, con un impatto negativo di 300 euro per ogni famiglia.  La previsione è del Codacons che torna a puntare l’indice sui petrolieri, veloci a far lievitare i prezzi quando il greggio sale e molto lenti a imboccare la strada contraria. Secondo l’associazione dei consumatori, «finora il governo non ha fatto nulla per punire le speculazioni sui prezzi dei carburanti, e non crediamo abbia intenzione di intervenire a tutela delle famiglie: non ci resta che sperare nell’intervento dell’Antitrust o della magistratura per evitare che le nostre previsioni diventino una triste realtà». Continua anche il rallentamento del credito alle famiglie. La crescita delle consistenze complessive si è portata ai minimi storici, registrando alla fine del 2008 un modesto +1,2% contro il +9,2% di fine 2007. I dati dell’Osservatorio sul credito al dettaglio, realizzato da Assofin, Crif e Prometeia, mostrano come la crisi finanziaria e la fase recessiva tuttora in atto abbiano contribuito a rendere più prudenti i comportamenti sia delle famiglie in merito all’assunzione di impegni finanziari e alla domanda di credito, sia degli enti eroganti in relazione alla concessione e offerta di finanziamenti. Il debito delle famiglie italiane in rapporto al reddito disponibile si è ridotto, infatti, dal 50% del 2007 al 49% nel 2008, confermandosi molto basso e pari a circa un terzo di quello osservato negli Stati Uniti e nel Regno Unito ed assai più contenuto rispetto al 76% della Francia, all’89% della Germania e al 123% della Spagna. A dicembre 2008 il mercato del credito al consumo ha fatto registrare una crescita in termini di consistenze complessive del +4,5% rispetto a dicembre dell’anno precedente (contro il +13,9% della fine del 2007). Il peggioramento del quadro economico e finanziario e i riflessi sul clima di fiducia delle famiglie si sono tradotti nella seconda parte del 2008 in un ulteriore e progressivo rallentamento del comparto. L’andamento dei volumi di nuovo credito erogato conferma il calo del credito al consumo, facendo segnare il punto di minimo nel tasso di crescita annua degli ultimi tre lustri (+1,3% nel 2008). I dati aggiornati ad aprile 2009 mostrano, inoltre, una ulteriore accentuazione della tendenza nei primi mesi del 2009: le erogazioni del primo quadrimestre risultano infatti in calo del -11,3% rispetto allo stesso periodo del 2008. an.tr.
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox