12 Dicembre 2006

La presunta truffa dei bolli Aci:

TARQUINIA



La presunta truffa dei bolli Aci:
il Codacons scrive alla Procura



In difesa dei consumatori coinvolti nel brutto affare dei falsi bolli auto 2003 che sarebbero stati rilasciati dall?ufficio Aci di Tarquinia, scende in campo il Codacons. L?associazione ha presentato infatti un esposto alla Procura della Repubblica,chiedendo formalmente di «utilizzare ogni strumento investigativo consentito dalla legge per accertare le gravi responsabilità in cui sono incorsi i responsabili della delegazione Aci di Tarquinia e punire ogni illecito a danno dei cittadini legato alla vicenda dei bolli auto»?.
Il presidente nazionale dell?associazione a tutela dei consumatori, Carlo Rienzi, ha già incontrato alcune delle persone cui viene chiesto di ripagare un bollo già pagato e le maggiori istituzioni di Tarquinia (il sindaco Alessandro Giulivi e il vice sindaco Sergio benedetti); e ora il Codacons ha ritenuto di esporre in Procura la vicenda dei bolli pagati ma mai incassati dalla Regione.
«Le condotte poste in essere dagli ignoti responsabili del punto Aci di Tarquinia – scrive il Codacons – assumono chiaramente i contorni del raggiro volto a procurare un profitto illecito, quanto meno attraverso l?appropriazione indebita degli importi versati dai soci Aci ma dovuti in realtà alla Regione Lazio. Appare verosimile che dei pubblici ufficiali, nell?esercizio delle loro funzioni, e con l?aggravante di aver abusato di una prestazione d?opera, abbiano intenzionalmente procurato un ingiusto pregiudizio ai numerosissimi soci Aci, circa un migliaio di persone, costretti a proporre opposizione alle cartelle esattoriali emesse nei loro confronti. Il titolare della delegazione Aci riveste il ruolo di pubblico ufficiale, in quanto è a lui attribuita la capacità di riscuotere le tasse automobilistiche».
Sulla vicenda ha condotto una lunga indagine anche la Guardia di finanza di Tarquinia: ora la gente attende risposte.

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