23 Febbraio 2021

LA POSIZIONE DEL CODACONS “Per ciascun cittadino 100mila euro di danni”

«Il  nostro  consulente  medico  legale,  professor  Agostino  Messineo,  ha  quantificato  danni  subiti  dalla  popolazione  di  Taranto,  pari  500  euro  al  mese  residente  per  un  periodo  complessivo  di  15  anni,  derivanti  dalle  lesioni  subite  sia  in  termini  di  esposizione  ai  veleni  prodotti  dagli  impianti  ex  Ilva  (arsenico,  diossina,  zinco,  nichel,  piombo  addirittura  amianto)  sia  sotto  il  profilo  del  danno  morale,  per  la  lesione  alla  vita  di  relazione  ai  diritti  costituzionalmente  riconosciuti  ad  ogni  cittadino».  È  quanto  affermato  dai  dirigenti  del  Codacons  (gli  avvocati  Carlo  Vincenzo  Rienzi,  Giuliano  Leuzzi  Luca  Piccione),  che  ieri  mattina  hanno  tenuto  una  conferenza  stampa  in  modalità  on  line  sulla  questione  Ilva  sul  processo  per  il  presunto  disastro  ambientale  provocato  dall’attività  dello  stabilimento  siderurgico  nel  quale  si  è  costituito  parte  civile.  danni  subiti  dai  cittadini,  è  stato  sottolineato  dall’associazione  «ammontano  ad  un  totale  di  100mila  euro  per  ogni  residente  Taranto,  che  il  Codacons  chiederà  di  risarcire,  attraverso  suoi  legali,  nel  corso  del  suo  intervento  in  Corte  d’Assise  domani  24  febbraio».  In  quella  sede  l’associazione  chiederà,  al  pari  di  quanto  fatto  dalla  pubblica  accusa,  la  «confisca  dell’acciaieria  Nel  corso  della  conferenza  stampa  hanno  preso  la  parola  genitori  di  Syria  Giorgio,  bambini  morti  per  malattie  che  l’associazione  mette  in  relazione  «all’inquinamento  dell’aria  quali  «chiedono  al  Governo  – ha  puntualizzato  il  Codacons  – la  chiusura  definitiva  dell’acciaieria  senza  se  senza  ma,  unica  strada  per  consentire  alle  famiglie  di  far  uscire  serenamente  figli  in  strada  come  avviene  in  tutte  le  altre  città  italiane».  L’associazione  ha  reso  noti  risultati  di  una  ricerca  relativa  ai  danni  economici  «subiti  da  Taranto  causa  dell’Ilva  che  – si  rileva  – attestano  come  la  città  abbia  subito  nel  corso  degli  anni  uno  spopolamento,  con  il  numero  di  residenti  diminuito  del  -18,2  tra  il  1992  il  2020,  un  reddito  procapite  inferiore  oggi  di  quasi  il  20%  rispetto  alla  media  nazionale,  il  prezzo  delle  case  enormemente  svalutato  un  peggioramento  della  qualità  della  vita  sotto  ogni  aspetto,  dalla  ricchezza  ai  consumi,  passando  per  servizi,  l’ambiente  il  Pil». 

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