23 Gennaio 2020

La Popolare di Bari e l’ idea di rilancio «Perno della Banca del Mezzogiorno»

Il commissariamento e salvataggio della Banca Popolare di Bari potrebbe trasformarsi in «un’ opportunità per il Sud», perché il progetto del governo giallo-rosso, all’ indomani del via libera della Camera al decreto, è di creare una «Banca del Mezzogiorno» che rilanci «la politica economica» da Roma in giù. Ieri Umberto Buratti, componente della commissione Finanze della Camera, ha voluto rassicurare i 70mila soci della Bpb ma le associazioni che tutelano i risparmiatori non sono soddisfatti. Per il Codacons ancora non vi sono certezze sulla sorte dei soci. «A tutt’ oggi non vi sono garanzie sui rimborsi in favore di azionisti e obbligazionisti della banca che hanno visto i propri risparmi andare in fumo», è la tesi del presidente Carlo Rienzi. Per l’ associazione «si rischia di ripetere il caos registrato con le banche venete, con i risparmiatori che hanno dovuto attendere anni per veder riconosciuti i rimborsi, tra l’ altro parziali e nemmeno per tutti». Per il Partito democratico, invece, il decreto di salvataggio non solo mette al sicuro i risparmiatori ma aiuterà il Sud a crescere. «Questo va visto come un progetto di rilancio sulla politica economica del Mezzogiorno. Questo è lo spirito, il senso dell’ impegno che il governo e la maggioranza hanno messo. Quindi non va visto solo nell’ ottica della BpB, che è comunque il tema principale. Non dobbiamo solo ricostituire un capitale in denaro, ma anche investire per dare un capitale di fiducia al Mezzogiorno d’ Italia», ha spiegato ieri a Bari Buratti. All’ incontro, nella sede del Pd, hanno partecipato anche i parlamentari Marco Lacarra, segretario regionale del Partito democratico, e Alberto Losacco. «Questo provvedimento legislativo – ha aggiunto Lacarra – non servirà solo a risanare e rilanciare l’ istituto bancario più importante della Puglia e del Meridione, ma anche a immaginare un nuovo soggetto che intervenga nel sistema creditizio del Sud». «In 40 giorni è cambiata completamente la prospettiva – è intervenuto Losacco – abbiamo un orizzonte molto più roseo. Quaranta giorni fa c’ era addirittura il rischio e lo psicodramma della corsa agli sportelli. Oggi ci troviamo di fronte alla concreta prospettiva di avere la BpB quale soggetto attrattore verso la realizzazione finalmente di una banca del Mezzogiorno che dovrebbe riuscire a ridurre il divario che c’ è tra Nord e Sud rispetto all’ accesso al credito». Per Claudio Mancini, componente della commissione Finanza della Camera e relatore del provvedimento sull’ istituto di credito barese approvato martedì a Montecitorio, la Banca Popolare di Bari potrà «diventare il perno di una nuova aggregazione che possa sviluppare una Banca del Mezzogiorno che serva a ridurre il costo del denaro per le imprese del Sud, che rimane troppo alto». «Il decreto – ha spiegato Mancini – è la condizione perché la banca possa essere salvata. Adesso è necessario che il fondo interbancario faccia la sua parte fino in fondo, e poi Mediocredito centrale potrà procedere all’ aumento di capitale. Si stanziano 900 milioni di euro a favore di Mcc (Mediocredito centrale) per la Banca del Mezzogiorno. Popolare di Bari potrà essere acquisita da Mcc e diventare il perno di una nuova aggregazione. I soci – ha concluso – dovranno essere protagonisti di questa fase perché dovranno poi decidere la trasformazione in Spa che è la condizione posta dall’ accordo quadro tra Fondo interbancario, Mcc e commissari della banca per poter poi procedere all’ aumento di capitale». V.Dam. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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