27 Maggio 2017

La Popolare di Bari in soccorso dei piccoli azionisti

siglato un accordo inedito per fondo di solidarietà e sospensione dei mutui
«Operazione Fiducia». Come altro definire l’ inedito, per non dire rivoluzionario, accordo firmato in settimana dalla Popolare di Bari ed il Comitato per la tutela degli azionisti della banca costituito dalle associazioni dei consumatori Adusbef, Codici, Codacons e Confconsumatori? Il punto di partenza In un contesto di banche risolte o che rischiano di andare in burden sharing, i vertici della Popolare di Bari sei mesi fa hanno deciso di accogliere la proposta delle associazioni dei consumatori di sedersi intorno a un tavolo tecnico e trovare una soluzione per i 69mila azionisti arrabbiati per il crollo subito dal valore delle azioni della banca pugliese non quotata. Pur non trattandosi dei casi estremi di azzeramento del valore, come per le due banche venete (si veda pagina 13), i soci della Banca Popolare di Bari hanno visto scendere del 21% il valore delle azioni nel giro di un anno: dai 9,50 euro per azione del 2015 ai 7,50 euro del 2016. Valore quest’ ultimo che era anche la misura di riferimento per rimborsare gli azionisti desiderosi di avvalersi del (potenziale) diritto di recesso in seguito alla trasformazione dell’ istituto popolare in società per azioni. Un passaggio che alla fine non c’ è stato perché a ridosso della prevista Assemblea di approvazione della trasformazione fissata al 10 dicembre scorso, il Consiglio di Stato ha rinviato all’ esame della Corte Costituzionale la legge sulla riforma delle banche popolari. Il fondo di solidarietà La banca, quindi, una volta avuto l’ avallo di Banca d’ Italia ha deciso di istituire il Fondo di solidarietà in favore degli azionisti per recuperare fiducia sul territorio. I 69mila azionisti sono quasi tutti pugliesi e sono anche clienti. Finalità principale del fondo è intervenire a supporto di soci della banca in temporanea situazione di disagio. Potranno infatti accedere le persone fisiche in difficoltà economico-finanziaria e le persone colpite da gravi patologie che necessitano di beni o cure di prima necessità ed abbiano un reddito complessivo Isee inferiore a 24mila euro. Il singolo intervento non può superare i 10mila euro e la banca ha stanziato per il momento 1 milione di euro, anche solo per appurare quanti azionisti potrebbero essere interessati. Le richieste di supporto verranno esaminate da un nucleo di valutazione composto da tre esponenti designati dalla Banca e dal Comitato, che devolveranno interamente il loro compenso a favore di associazioni di volontariato e di strutture operanti nel welfare. «Il fondo – spiega l’ avvocato Antonio Pinto, del direttivo Confconsumatori – ha una configurazione che non prefigura un risarcimento e neanche un acquisto di azioni proprie. Si tratta di una liberalità che la banca, ad oggi ancora cooperativa, concede ai soci che sono in comprovata e documentata situazione di difficoltà per Isee o per patologie». La quotazione delle azioni I soci non devono restituire in cambio le azioni e, come previsto dall’ accordo, potranno anche in futuro negoziarle sull’ Hi-Mtf, una piattaforma di mercato secondario aperta a tutti gli investitori, che provvede ad incrociare domanda ed offerta dei titoli negoziati. Un mercato più trasparente e meno asfittico che darà maggiore liquidità ai titoli azionari. Entro fine giugno si prevede l’ avvio della quotazione e gli azionisti possono sperare in investitori istituzionali interessati che riattivino gli scambi delle azioni della banca. La clausola sospendi mutui Inoltre la Banca, accogliendo le istanze pervenute dal Comitato, ha annunciato di aver deciso di avviare a breve una nuova tipologia di finanziamento ipotecario che prevederà contrattualmente la possibilità per il mutuatario di sospendere il rimborso della quota capitale. «La sospensione – spiega Pinto – potrà avvenire per un periodo massimo di 36 mesi, anche frazionabili, previa richiesta motivata anche da ragioni non legate alla difficoltà economica o ad eventi nefasti. Ad esempio possono giustificare la sospensione anche motivazioni familiari come il matrimonio di un figlio, la frequenza di un master o l’ acquisto di un’ auto. Si differenzia pertanto dalla moratoria Abi attualmente esistente per un periodo più lungo, per ragioni molto più ampie, perché collegate anche ad esigenze famigliari o lavorative e, soprattutto, per la clausola che sarà riportata nel contratto che darà al cliente un diritto e non dipenderà da una concessione della banca». L’ iniziativa è destinata sia alle famiglie che alle imprese ed è una risposta molto efficace alle possibili esigenze sia per salvaguardare la posizione del mutuatario ed evitare esecuzioni forzate, sia per la banca che evita il passaggio a sofferenza o probabili inadempienze (Utp) di crediti verso soggetti che in realtà sono pagatori corretti. L’ accordo siglato dalla Popolare di Bari apre la via che adesso anche altre banche potranno percorrere. – G.Ur. gianfranco.ursino@ilsole24ore.com . @g_ursino © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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