6 Settembre 2017

La politica si spacca sullo strappo veneto

Le reazioni di queste ore al decreto regionale indicano che la frattura è lontana dal ricomporsi, non solo tra Stato e Regione, ma anche in Veneto. E c’ è chi pensa agli esposti. Contro la Regione? No, contro il ministro Lorenzin.Andiamo con ordine. A puntare il dito contro il provvedimento sono soprattutto gli esponenti del Pd, al governo a Roma ma all’ opposizione a Venezia. Tagliente è il giudizio di Alessandro Bisato, segretario regionale dem. «Il pasticcio veneto dei vaccini mette in luce tutta l’ irresponsabilità della giunta regionale – si legge in una nota -. Un provvedimento del genere a una settimana dall’ inizio delle scuole è destinato solo a generare confusione». Non solo, perché secondo la deputata Pd Daniela Sbrollini si tratta di «una terribile idea che esporrebbe maggiormente i veneti a gravi rischi sanitari. Hanno deciso di stanziare 14 milioni di euro in un referendum invece di pensare alla salute delle persone». Va più in là Giovanni Rolando, coordinatore della commissione sanità-sociale del Pd cittadino. Dice: «Questa è l’ ennesima dimostrazione della crisi del regionalismo». Nell’ ampio ventaglio di posizioni si registrano i dubbi del M5s. «Non ci piace di questa operazione della giunta leghista – spiegano i consiglieri regionali – è il tentativo di dare una connotazione politica a un’ operazione di sicurezza e sanità. Fermo restando che siamo a favore della massima copertura vaccinale, non ci piacciono i metodi coercitivi usati dal governo». Ed è quest’ ultimo aspetto su cui punta il consigliere di An-Fratelli d’ Italia Sergio Berlato: «Più che assumere posizioni coercitive il governo dovrebbe promuovere azioni informative. E questo ricordando la fondamentale utilità dei vaccini e sulla necessità che tutti siano vaccinati, salvo casi eccezionali legati a particolari patologie».Intanto il Codacons plaude la scelta regionale e punta il dito contro Lorenzin. Contro il ministro «presenteremo un esposto perché riteniamo il suo comportamento inaccettabile e lesivo della Costituzione. La deroga regionale è quanto mai necessaria per arginare il caos nelle iscrizioni a scuole e asili causato da una legge, quella voluta da Lorenzin, varata in fretta e furia e piena di errori e zone grigie», si legge in una nota dell’ associazione.FE.MU.© RIPRODUZIONE RISERVATA.

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