La pioggia non ferma le piazze dei vaccini
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fonte:
- Il Piccolo
campagna pro vax in piazza della borsa con gli universitari. da piazza oberdan il corteo del comitato per la libera scelta
di Laura Tonero In piazza Oberdan ieri sera oltre 400 persone chiedevano libertà di scelta gridando la loro contrarietà all’ obbligo vaccinale mentre in piazza della Borsa, sotto una pioggia incessante, almeno 150 studenti iscritti ai Dipartimenti universitari di Medicina e Chirurgia, Farmacia e Chimica, facevano partire da Trieste la “Campagna Pro Vax” alla quale hanno aderito studenti universitari da tutta Italia che nei prossimi giorni daranno vita alla medesima iniziativa a favore della scienza in altre piazze italiane. Il maltempo non ha impedito lo svolgersi intorno alle 21.45 della fiaccolata lungo le vie del centro promossa dal Comitato dei genitori di Trieste favorevoli alla libera scelta con il supporto della sezione regionale della medesima realtà, di Codacons, Alister e Comilva che ha visto la partecipazione del presidente regionale Claudio Simeon e del medico infettivologo Fabio Franchi. Gli studenti dei dipartimenti scientifici dell’ Università di Trieste hanno trovato riparo sotto i portici della Camera di commercio. «È triste pensare che malgrado la scienza abbia raggiunto livelli inauditi, ci sia bisogno ancora di dover ribadire la sua efficacia», hanno sottolineato i due promotori Martin Iurilli e Erik Radin. All’ iniziativa ha partecipato anche l’ assessore comunale all’ Educazione, Angela Brandi. Al presidio, accanto agli studenti, c’ erano docenti e specializzandi. «Siamo a favore della salute dei bambini – ha dichiarato Nicola Delli Quadri, direttore dell’ Asuits -, i dati riferiscono che c’ è un’ inversione di tendenza per le pratiche vaccinali quindi il nostro lavoro di informazione e convincimento deve proseguire e, dove non si convince, lo Stato faccia il suo lavoro». «Ascoltando questi ragazzi sono contento, orgoglioso e commosso», ha detto Roberto Di Lenarda, Direttore del Dipartimento di Scienze Mediche Chirurgiche e della Salute dell’ ateneo giuliano. Presente anche Mauro Giacca dell’ Icgeb: «Il medico non gode più di un rispetto naturale quindi voi, giovani generazioni, dovete trovare un modo diverso per comunicare con i genitori, magari dicendo che chi è figo vaccina». Intanto da piazza Oberdan i genitori intervenuti al grido di «vergogna, vergogna!» chiedevano di non subire imposizioni. «Riteniamo che il decreto Lorenzin possa essere modificato in senso positivo – ha spiegato Vitto Claut, presidente regionale del Codacons – dando sicurezza a bambini e genitori con prove preventive su ogni bambino che attestino che il vaccino non faccia male al suo corpicino. Vogliamo sapere da dove vengono e cosa contengono i vaccini visto che noi, con una perizia di parte – ha concluso Claut -, abbiamo verificato che all’ interno dei vaccini ci sono dei materiali che si depositano nel sangue». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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