13 Febbraio 2020

La piazza sferza l’ aula: «Dimettetevi»

di lieto: catanzaro è esposta al ludibrio nazionale eppure la maggioranza cresce
Nel corso della mattinata spuntano anche dei nasi da clown in piazza Rossi. Inizia così pochi minuti prima del Consiglio comunale il sit-in di protesta organizzato da Codacons e M5S, che raccoglie decine di persone – tra loro anche i dimissionari Nicola Fiorita, Gianmichele Bosco Roberto Guerriero – pronte a manifestare il proprio dissenso verso una politica cittadina che sentono distante. Gettonopoli – l’ inchiesta della Procura sui lavori delle commissioni – ha aperto le porte lo scorso 13 dicembre e la ribalta mediatica nazionale ha fatto il resto, lasciando fluire anche un forte scetticismo tra la cittadinanza e in particolare tra le forze di opposizione verso il nuovo accordo che la maggioranza ha raggiunto nei giorni scorsi, portando all’ insediamento della Giunta Abramo bis. L’ aria che si percepisce è quella di voler essere cittadini attivi e attenti al futuro del capoluogo, provando ad avere voce in capitolo non solo nelle tornate elettorali ma anche seguendo passo dopo passo le vicende di palazzo. La richiesta che arriva dalla piazza ai consiglieri e all’ amministrazione tutta, e che sarà ribadita anche durante i lavori consiliari, è quella di rassegnare le dimissioni e di richiamare la popolazione al voto. Una posizione sulla quale è fermo il Codacons con il vicepresidente Francesco Di Lieto – la senatrice M5S Bianca Laura Granato è invece a Roma per lavori parlamentari – che si sofferma sulla necessità di dialogare ma anche sulla critica a un modo di fare politica che non gli va affatto giù: «Il Codacons da anni fa da stimolo nei confronti delle varie amministrazioni, anche con Olivo oltre che con Abramo, perché riteniamo che dal dialogo possa crescere una comunità. Proprio per questo – spiega – siamo qui, perché ci troviamo dinnanzi a un Consiglio comunale che nei fatti è delegittimato. Un monocolore – lo definisce – dove non c’ è l’ opposizione e che acquista pezzi anziché perderne». Una situazione che ritiene «paradossale» perché «questa maggioranza cresce» di fronte a una Catanzaro «esposta al pubblico ludibrio nazionale e anche all’ estero». Ecco perché Di Lieto ritiene esista «un problema di agibilità democratica di questo Consiglio». E non tralascia l’ altro caso in discussione, quello sulla valutazione dell’ eventuale decadenza del consigliere Tommaso Brutto (che poi sarà respinta dall’ aula) per sottolineare che il Codacons aveva fatto un’ istanza di accesso «per conoscere le motivazioni e le giustifiche addotte dal consigliere al fine di evitare la decadenza». E forte è anche la critica, condivisa praticamente dalla totalità degli altri manifestanti, verso le modalità di convocazione del Consiglio: «Questa città è indignata, stanca, umiliata e offesa – sottolinea Di Lieto – ma questo disagio non viene colto nel palazzo di vetro, che dovrebbe essere sinonimo di palazzo della trasparenza e che invece non vede il Consiglio comunale da mesi, riunendosi poi nottettempo per convocare il Consiglio comunale su un’ urgenza che francamente non c’ è: le surroghe – ricorda – fanno riferimento a dimissioni risalenti a settimane addietro». A suo avviso – ma è una tesi condivisa dai partecipanti al sit-in in piazza così come sui social, dove è stata organizzata la manifestazione – con la convocazione ad horas la maggioranza avrebbe cercato di evitare una massiccia presenza di gente in piazza. Ma Di Lieto è di un altro avviso, affermando di aver visto non solo le persone ma anche che questa loro discesa in piazza rappresenta un segnale «che mi fa ben sperare perché Catanzaro meriterebbe di meglio. Noi – conclude – chiediamo che si vada al voto, lasciando che siano i cittadini a dire la loro». Anche in Consiglio il clima è a tratti da piazza, con qualche breve momento di tensione per qualche appello lanciato durante i lavori e l’ intervento della polizia municipale per sedare qualche animo. Una cosa alla fine appare certa: la mobilitazione ha attirato l’ attenzione degli amministratori che sono stati cauti e non l’ hanno sottovalutata, hanno anzi cercato forse di “disinnescarla” parlando di «partecipazione e democrazia». Ma la sensazione è che il rapporto sia comunque fra due parti che non parlano la stessa lingua e le cui posizioni difficilmente potranno avvicinarsi. fr.ra.

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