25 Ottobre 2017

La petizione online “Siamo tutti Anna Frank intitoliamole lo stadio”

LORENZO D’ ALBERGO UN obiettivo gli ultrà antisemiti della Lazio lo hanno sicuramente raggiunto. Con il fotomontaggio di Anna Frank con la maglia della Roma, con quelle centinaia di adesivi attaccati a destra e manca in curva Sud domenica sera, si sono attirati le antipatie di un’ intera città. Ieri sono stati condannati dal mondo del calcio, dalle istituzioni, dai tifosi che si tengono a debita distanza da logiche da stadio che con la passione sportiva non hanno nulla a che fare. L’ onda del “Io sono Anna Frank” esposto nel pomeriggio su un lungo striscione del Roma club Testaccio ha subito raggiunto il Campidoglio. La sindaca Virginia Raggi, dopo il tweet d’ indignazione di lunedì sera, ieri ha annunciato che tornerà nei campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau per il Viaggio della Memoria dal 5 al 7 novembre con oltre 100 studenti romani e i rappresentanti della Comunità ebraica. Lo scorso anno in Polonia a scortarli c’ era Sami Modiano, uno degli ultimi sopravvissuti alla Shoah. «Per me è un grande dolore e un grande dispiacere », ha commentato ieri. Ricordando lo sterminio nazista, il gelo e il terrore condiviso proprio con Anna Frank dietro la tristemente iconica cancellata di Auschwitz. Un’ immagine che ieri, restando in ambito scolastico, è stata riproposta in decine di istituti. Dalle elementari alle superiori, migliaia di ragazzi hanno passato la giornata a discutere di cultura sportiva e di storia. Chissà, allora, cosa avrà pensato il 13enne che la Digos ha individuato tra i 15 ultrà laziali dello scempio. Rischia un daspo di 8 anni, di dover rispondere di istigazione all’ odio razziale. E ieri è stato scaricato anche dalla parte sana della curva Nord, in aperta contrapposizione con gli Irriducibili. «Non c’ è nulla di goliardico o di divertente nel ridurre l’ orrore a sfottò. È solo miseria umana», si legge nel comunicato firmato con l’ aquila stilizzata biancoceleste che da ieri sera ha preso a fare il giro dei social. Un post virale tanto quanto la presa di posizione di mister Eusebio Di Francesco, il tecnico dei cugini giallorossi, quelli che in teoria avrebbero dovuto essere le vittime dell’ orrendo attacchinaggio biancoceleste. «Da uomo – ha spiegato l’ allenatore in conferenza stampa – dico che questa è una questione culturale. È assurdo oggi come oggi parlare di antisemitismo, magari con qualcuno che non ha vissuto in quel periodo determinate situazioni. Posso dire a titolo personale che mi sento anche io Anna Frank». Un nome e cognome che il Gay Center vedrebbe bene accostato a quello dello stadio Olimpico. La proposta sta raccogliendo le prime adesioni sul sito per petizioni online change.org e chiede misure nette alla Fgci: «Chiediamo anche la chiusura della curva ai tifosi della Lazio sino a fine stagione, dato che questi episodi sono già capitati spesso in passato. L’ omofobia (in curva sono stati attaccati anche adesivi di questo tipo, ndr), l’ antisemitismo ed il razzismo vanno respinti senza dubbi». Il Codacons è ancora più risoluto: «La Nord va chiusa per tre anni. Non si tratta di una provocazione, ma di una vera e propria associazione a delinquere messa in atto dai tifosi biancocelesti». Un blitz antisemita contro cui si sta già muovendo anche la Regione: «Già nei prossimi giorni – spiega il vicegovernatore Massimiliano Smeriglio da Treblinka e Majdanek, impegnato nel Viaggio della Memoria dei docenti – vogliamo consegnare in maniera simbolica a tutte le scuole del Lazio le maglie delle squadre di calcio della serie A con il volto di Anna Frank esattamente per ribaltare un messaggio infame, tutelare la memoria e combattere le pulsioni antisemite presenti nella nostra societa». Spinte che preoccupano anche il Vaticano. Per monsignor Giuseppe Marciante, vescovo ausiliare di Roma, l’ antisemitismo «è un fenomeno che purtroppo può, in qualche modo, trovare proseliti. In questo senso sì, quegli adesivi mi preoccupano. Queste frange sono pericolose ». E hanno tentacoli lunghissimi, capaci di attrarre anche un 13enne. ©RIPRODUZIONE RISERVATA ALLO STORICO ROMA CLUB Lo striscione esposto dal Roma club Testaccio.

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