27 Marzo 2014

La Pet Tac è arrivata, ma non viene usata Pazienti dai privati, sì al pignoramento

La Pet Tac è arrivata, ma non viene usata Pazienti dai privati, sì al pignoramento

LECCE – Da anni i salentini attendevano la Pet Tac pubblica, ma ora che c’ è, tarda ad entrare in funzione. Lo strumento, acquisito dalla Asl con un bando pubblico da 2,9 milioni di euro vinto dalla Philips, è giunto all’ Oncologico leccese Giovanni Paolo II lo scorso 23 gennaio, ma pur essendo stato montato e sottoposto a collaudo, resta chiuso in uno stanzone seminterrato. Eppure la direzione sanitaria dell’ Asl ne aveva annunciato l’ attivazione per gli inizi di marzo. La mancanza della Pet Tac pubblica in provincia di Lecce è considerata negli stessi ambienti medici un vulnus piuttosto grave per la sanità salentina. E ciò soprattutto in considerazione dei disagi cui sono esposti i cittadini, costretti a spostarsi nelle altre province pugliesi o a rivolgersi al centro radiologico convenzionato Calabrese di Cavallino, l’ unico, in provincia di Lecce, a disporre dell’ importante strumento usato nella diagnosi dei tumori. L’ intenzione della Asl, più volte ribadita dal manager Valdo Mellone, è quella di consentire inizialmente l’ uso della Pet Tac ai soli pazienti ricoverati, un proposito che, però, resta scritto in un’ agenda cui non si riesce ancora a dare concretezza con i fatti. Tutto questo mentre la Regione continua a soccombere nelle aule giudiziarie, dove i giudici la condannano a risarcire le spese sostenute dai cittadini per fare la Pet Tac a pagamento. Ma c’ è di più. È notizia di ieri che, non avendo provveduto a erogare i risarcimenti ordinati dai giudici di pace, l’ ente di Via Capruzzi si è visto pignorare le somme presso la sua tesoreria. Lo fa sapere l’ avvocato Massimo Todisco, nella sua veste di responsabile del Codacons leccese schieratosi al fianco dei pazienti che hanno dovuto pagare di tasca propria, e per intero, il costo dell’ esame strumentale che doveva essere garantito in regime di convenzione. La nona sentenza di condanna della Regione Puglia sulla questione Pet Tac è stata depositata dal giudice di pace di Lecce, Giuseppe Paparella, a conclusione del giudizio promosso da tre malati oncologici di Lecce difesi dallo stesso Todisco. «Il giudice ha disposto che tutti i costi sostenuti per le Pet Tac eseguite presso il centro radiologico Calabrese di Cavallino devono essere integralmente rimborsati ai pazienti – spiega il legale – e a nulla è valsa la considerazione che il budget assegnato dalla Regione Puglia fosse esaurito il giorno dell’ esame, in virtù del fatto che nel territorio di competenza della Asl di Lecce, non sussiste alcuna struttura pubblica in grado di effettuare la complessa indagine diagnostica. Le sentenze di condanna in danno della Regione sono dunque salite a quota nove, per un totale di circa cinquanta pazienti che, fra il 2011 ed il 2013, si sono dovuti sottoporre al costoso esame sostenendone integralmente il costo. Nonostante l’ indirizzo giurisprudenziale ormai costante, la Regione Puglia ha ottemperato solo alle prime due sentenze – rammenta l’ avvocato Massimo Todisco – omettendo di pagare le somme cui è stata condannata nelle altre sette pronunce giudiziali, appellandole dinanzi al Tribunale di Lecce. Si è quindi dovuto procedere, nei giorni scorsi, a pignorare le somme nella disponibilità della Regione Puglia, giacenti presso la tesoreria». Riguardo ai ritardi fin qui accumulati dall’ Asl nell’ attivazione della Pet Tac rispetto ai programmi da essa stessa a più riprese e pubblicamente esposti, giunge l’ ennesimo ragguaglio di Ottavio Narracci, direttore sanitario dell’ Azienda di Via Miglietta: «Si era detto che saremmo partiti con la Pet Tac all’ inizio di marzo? Lo so, ma non è stato possibile. Nessun problema particolare, nemmeno legato al personale da impiegare, ma solo normali esigenze tecniche». Di recente, i vertici dell’ Asl, avevano spiegato di essere impegnati nelle procedure di reperimento del personale sanitario da adibire alla gestione della Pet Tac del padiglione oncologico, struttura che è parte integrante del complesso ospedaliero Vito Fazzi. Nel contempo erano state già avviate le attività di collaudo che, tuttavia, mancavano dei passaggi finali fino a una decina di giorni fa. La gara per l’ aggiudicazione della fornitura, vinta dalla Philips, era stata caratterizzata da ricorsi al Tar. Al giudice amministrativo si era rivolta l’ altra concorrente esclusa, GE Medical System. Antonio Della Rocca RIPRODUZIONE RISERVATA

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