15 Luglio 2018

«La Pedemontana oggi è abusiva» Gli ambientalisti fanno asse col M5s

lettera di 45 associazioni a toninelli e costa: stop ai cantieri consiglieri pentastellati in sala. «prova per il movimento»zaia: «quel progetto non si tocca, va finita»
Federico de Wolanski«La Pedemontana è abusiva». Senza mezzi termini, ieri 45 associazioni di cittadini veneti hanno lanciato l’ atto di accusa al cantiere della nuova superstrada pensata per collegare (a pagamento) Montecchio e Spresiano incrociando l’ A4, l’ A31 e l’ A27. È l’ ennesimo atto della guerra che si combatte da anni sul progetto prima, e ora sui cantiri della maxi arteria. Ma stavolta c’ è qualcosa in più: la politica. Le associazioni hanno scritto direttamente al ministri all’ ambiente Costa, e al pentastellato Toninelli, ministro delle infrastrutture, circostanziando la richiesta di «sospensione dei lavori» che ieri, nella conferenza stampa di presentazione, vedeva tra il pubblico di sostenitori contava il consigliere comunale grillino di Montebelluna Bianco, e il consigliere regionale M5s Scarabel. Un asse ambientalisti-M5s che potrebbe fare da incudine sui piani per il completamento del cantiere. La sponda palese, ma non facile da gestire visto l’ accordo di governo che vincola il M5s e la Lega nord, che in regione è la principale promotrice del contestato progetto.L’ appelloLe associazioni però pressano: «È il momento di capire anche il M5s cosa vuole fare e come vuole intervenire su un progetto come questo, che oggi» ha detto il presidente di Italia Nostra Treviso Romeo Scarpa, «palesa diversi e gravi elementi di irregolarità». Tutela ambientale, giustizia, trasparenza, rispetto dei cittadini e loro rappresentanza diretta… tutti elementi del manuale politico grillino. E ieri sono stati toccati in più riprese. Durissime le accuse lanciate ieri da Scarpa, come portavoce della grande alleanza tra sigle diverse (si va dagli “amici del Bosco del Montello” a Energoclub, a Wwf e Codacons): «su questa vicenda le istituzioni maneggiano, tramano, nascondono documenti, e la politica se non si schiera è artefice della distruzione della società». Le accuse? «Illustriamo quello che è stato evidenziato nettamente dalla Corte dei Conti due anni fa, criticità mostruose che il governo precedente ha deliberatamente ignorato». Scarpa si riferisce alla relazione fatta dalla Corte nel marzo 2018, quella che mette in fila dubbi e criticità sul progetto rifacendosi in gran parte da altre due sue allarmatissime relazioni (novembre 2017 e 2015) che avevano già evidenziato le problematiche del piano, rimaste lettera morta. Le irregolaritàñA chiarire quali siano alcune delle irregolarità è stato Paolo Scoccaro, voce del “Comitato no Pedemontana”: «A gennaio 2006 sono state delineate le linee guida su come andasse fatto progetto, non sono state rispettate. Sono stati spostati torrenti, rovinate zone di tutela, le popolazioni non sono mai state interpellate e la Via (Valutazione di impatto ambientale, ndr) non è mai stata fatta, così come non è mai stata presentata l’ analisi costi benefici che dovrebbe dire quanto la Pedemontana serve davvero al pubblico, a giustificazione dei costi». Di qui la sveglia – non casuale – ai ministri: «Il ministro Costa deve intervenire e il ministro Toninelli deve rispettare la promessa fatta pubblicando l’ analisi costi benefici» incalza Scroccaro. Il pressing sui cinquestelle è evidente, il loro posizionamento al fianco di molte battaglie popolari (Pedemontana compresa) li rende oggi coinvolti.L’ accusa«Se venisse rispettato tutto l’ iter corretto per l’ approvazione del progetto si scoprirebbe che non quadra» ha proseguito Scoccaro, «La Pedmeontana è abusiva». Per questo le associazioni ieri ai ministri hanno chiesto di «annullare un contratto sciagurato che premia fondi d’ investimento internazionale e aziende danneggiando l’ interesse pubblico». Il presidente del Veneto Zaia è stato l’ altro obiettivo della cordata di sigle in calce alla lettera inviata a Roma: «A Zaia diciamo da sempre che avrebbe dovuto fermarsi. Perché Zaia si é annodato a quest ‘opera? Nel 2020 non sarà finita, oggi siamo solo al 32% e comunque un domani i costruttori porteranno a casa 12 miliardi anche se non passerà nessuno. Chi pagherà? La Regione, o meglio i cittadini» hanno attaccato le associazioni. Come? «Minori servizi, soprattutto sanitari». Sul tavolo fac simile di banconote da 500 euro con scritto: «Quattro di questi li dai alla Pedemontana». Volantinaggio per i Veneti. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
federico de wolanski

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