La Pedemontana finisce in aula «Il giudice cancelli la convenzione»
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fonte:
- La Tribuna di Treviso
ieri al tar lo scontro con la regione di impregilo e codacons i ricorrenti: serve nuovo appalto. palazzo balbi: tutto in regola
Federico Cipolla Lo scontro sulla Pedemontana si consuma in aula. Ieri al Tardi Venezia la terza convenzione – quella che ha sbloccato i cantieri della Spv- è finita nel mirino di Impregilo, che il project financing l’ aveva proposto, di espropriati e del Codacons. La prima sezione del Tar, presieduta da Maurizio Nicolosi, deciderà nei prossimi giorni sulla richiesta di annullamento della convenzione. Una partita fondamentale per comitati, azienda e Regione, che, in caso di accoglimento del ricorso, vedrebbe un nuovo stravolgimento del finanziamento all’ opera. E con ogni probabilità un nuovo stop.«Project senza rischi»L’ accusa è chiara: quella convenzione, che ha dato alla Regione i pedaggi (13,1 miliardi secondo Venezia, molti meno secondo Cassa depositi e prestiti) e a Sis, il canone di disponibilità (12,1 miliardi) che gli verserà Palazzo Balbi per 39 anni, è illegittima perché ha cambiato la sostanza dell’ appalto. «La concessione del 2009 si reggeva sostanzialmente sul rischio traffico, che era a carico della Regione. È lo stesso ente ad affermarlo in alcuni accertamenti richiesti sulla gara d’ appalto», ha spiegato l’ avvocato Marco Annoni, legale di Impregilo. Sis avrebbe incassato i pedaggi – e quindi se il traffico fosse inferiore alle previsioni anche gli incassi calerebbero – e con essi si sarebbe ripagata l’ investimento per la realizzazione e la gestione della Spv. «La convenzione del 2017 invece annulla il “rischio traffico” per Sis trasferendolo alla Regione. È un elemento sostanziale che avrebbe dovuto portare ad un nuovo appalto, per consentire a tutti gli operatori sul mercato di partecipare. Invece la Regione ha fatto una trattativa privata». Ma per la Regione, rappresentata dagli avvocati Bruno Barel ed Diego Signor, «il rischio traffico fin dall’ inizio», seppur in una forma diversa, «è sempre stato in carico alla Regione. Tanto che è stata la stessa Impregilo a chiedere di stralciare un punto della convenzione che lasciava sul concessionario il rischio. Già nel 2009 si prevede che con uno scostamento del 5% dalle previsioni di traffico, il privato avrebbe ottenuto contributi pubblici». Per ambo le parti dunque, che sia dall’ appalto, o dal 2017, il rischio se l’ è assunto la Regione, fattore questo che l’ Anac (Autorità anticorruzione) non vede di buon occhio visto che da tempo ha chiarito che nei project financing il rischio dev’ essere a carico del privato. «Venendo meno il rischio operativo, il contratto di concessione si è ridotto ad un mero incarico di realizzazione di opere», è la tesi dell’ avvocato del Codacons e degli espropriati Luca Donà. «Molti altri operatori economici a queste condizioni avrebbero potuto partecipare».I numeriL’ avvocato Barel non ha mancato si snocciolare alcuni numeri del cantiere: 55% di realizzazione, imminente apertura del primo tratto, espropri pagati per il 95%, 1.887 persone di media nel cantiere a dicembre. Signor ha aggiunto che «nel caso in cui si dovesse annullare la convenzione, non si farebbe un nuovo appalto. L’ opera andrebbe avanti con le previsioni precedenti. Mentre oggi abbiamo portato a casa gli introiti del pedaggio e aumentato più garanzie per il pubblico». «Ci viene descritta un’ operazione mirabolante per la Regione», ha ribattuto Annoni, «ma è illegittima. Se passa che un mirabolante interesse pubblico giustifica la modifica di un appalto, allora non facciamo più le gare».Sis e il “bullismo”«L’ unico nostro torto è aver vinto una gara che non dovevamo vincere, una gara strutturata da Impregilo, e sfavorevole per la Regione», ha contrattaccato l’ avvocato Giuseppe Rusconi, legale di Sis. «Siamo all’ ottavo ricorso contro di noi, questo è bullismo giudiziario. Ma a noi va benissimo anche tornare anche alla convenzione del 2013, dubito che convenga alla Regione però». —
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