29 Settembre 2007

La pausa pranzo diventa un lusso

È decisamente un autunno caldo per i consumatori italiani. A dar man forte alla spirale di aumenti adesso ci si mette anche il costo della pausa pranzo in mensa o al bar, da sempre tappa fissa per milioni di persone che ogni giorno si recano sul posto di lavoro. L`allarme lo lanciano Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, a detta dei quali il pranzo fuori casa – composto mediamente da acqua minerale, piatto di pasta, caffè e gelato – costerebbe adesso il 7% in più rispetto al 2006. “Era inevitabile“, commenta il presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti, “soprattutto dopo gli aumenti dei costi di pane e pasta. Avevamo avvisato di questi possibili sviluppi già a luglio e agosto scorsi, ma ci era stato risposto che volevamo fare allarmismo. Ora è chiaro che non era così“. E si badi, avverte, “che non abbiamo ancora misurato gli aumenti nei ristoranti, dove immagino il risultato sarà peggiore“. Contro il boom prezzi, suggerisce Trefiletti, “occorre metter mano alla filiera di pane e pasta, perché da questi due prodotti prende spunto tutta la catena degli aumenti“. Se aumenta del 10% il costo della pasta ma rimangono ferme, ad esempio in un bar, le altri voci di costo (affitto, luci, personale), non si può caricare del 10% il conto finale, sostengono i consumatori.

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