26 Giugno 2016

La passione per Christo diventa una via crucis

La passione per Christo diventa una via crucis
oltre 600mila persone in sette giorni sul lago d’ iseo per camminare sulle acque: strade bloccate e file bibliche

GIUSEPPE SPATOLA La troppa passione per Christo rischia di trasformare The Floating Piers in una Via Crucis quotidiana sotto il sole cocente. Dopo le 95mila presenze di giovedì e i problemi registrati martedì con tremila visitatori bloccati in stazione a Brescia, ieri gli organizzatori hanno stimato almeno 110mila presenze. Cifre che, assieme a quelle di mercoledì (altri 120mila visitatori), consentirebbero alla passerella stesa sul Sebino di «battere» anche Expo. La media degli arrivi a Milano in occasione dell’ esposizione mondiale sarebbe stata di 115mila unità al giorno, cinquemila in meno rispetto ai Piers di Christo. Sarà. Intanto la certezza è che per camminare sulle acque in sette giorni si sono mosse oltre 680mila persone arrivate nel catino del lago d’ Iseo da ogni parte della Lombardia e del mondo (ieri sono stati avvistati anche le star del cinema Jude Law e Willem Dafoe). Uno tsunami inaspettato per la macchina organizzativa di Christo, che aveva stimato picchi massimi di 40mila persone al giorno. Da qui i problemi logistici che, anche ieri, hanno paralizzato completamente la stazione di Brescia. Con la linea ferroviaria congelata dalla Prefettura fin dal mattino, il traffico ha intasato la provinciale 510 tra Brescia verso Iseo. Del resto a Sulzano, alle sei di mattina, erano già in diecimila ad aspettare l’ apertura delle transenne della baia. Tempi di attesa arrivati a superare le tre ore in tarda mattinata, con il sole a picchiare duro sulle teste dei turisti «sequestrati» in fila. Fermi pure i bus navetta che avrebbero dovuto collegare i parcheggi scambiatori con Sulzano (una navetta partita dal parcheggio di Corte Franca alle 8.20 alle 10.30 era ancora in viaggio). Caos che non porta vantaggi neppure ai comuni limitrofi, tagliati fuori dal mondo in virtù della «zona rossa» messa a protezione dell’ opera. La pancia del Floating Piers, gli esercenti incastrati nel limbo della zona a traffico limitato, non è contenta del «troppo successo». Anzi. «Siamo a un passo dalla passerella – hanno spiegato – ma di turisti neppure l’ ombra. Tutti arrivano a Sulzano, salgono sull’ opera, quindi tornati a terra non vedono l’ ora di lasciarsi alle spalle il casino». Il risultato? Diecimila accalcati in pochi metri quadrati e il vuoto pneumatico tutto intorno. Intanto il Codacons ha presentato un esposto alla Corte dei conti della Lombardia sui costi a carico della collettività causati da The Floating Piers. L’ esposto cita ambulanze, blocco dei treni e gestione della sicurezza che hanno «determinato spese a carico degli enti e delle istituzioni locali»: in totale due milioni e ottocentomila euro di soldi pubblici. Eppure anche oggi, per la passione di Christo, in migliaia affronteranno la Via Crucis del Sebino tra divieti, blocchi e estenuanti code cotte dal sole. riproduzione riservata La lunghissima fila di gente sotto il sole cocente.
giuseppe spatola

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