LA NUOVA VACANZA? ALL’ ESTERO PER IL PIENO
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fonte:
- Il Secolo XIX
SI AVVICINA il momento di partire per le vacanze dell’ estate per la maggior parte degli italiani che possono concedersele e puntuale, come sempre, arriva il rincaro dei prezzi dei carburanti. Per gli automobilisti rischia di diventare un’ estate di fuoco. I listini raggiungono in alcuni casi già punte di 1,910 euro al litro per la benzina. Le associazioni di consumatori sono già sul piede di guerra. «Si tratta dei soliti rincari estivi, applicati prima delle partenze degli italiani per le vacanze o i weekend al mare-afferma Carlo Rienzi, fondatore e presidente del Codacons – Da anni assistiamo a fortissimi ritocchi al rialzo dei listini di benzina e gasolio tra i mesi di luglio e agosto, aumenti che costano centinaia di milioni di euro agli automobilisti, i quali non possono rinunciare a fare rifornimento per raggiungere le località di villeggiatura». Una via di fuga ai rincari alla pompa ci sarebbe, ed è quella di andare in vacanza fuori dall’ Italia dove il prezzo del carburante è quasi sempre meno salato. I dati arrivano dall’ Adac, l’ automobile club federale tedesco – con più di 18 milioni di iscritti è il più grande in Europa, nonché la maggiore associazione motociclistica del mondo, con 1,5 milioni di associati – che in questi giorni ha stilato la classifica dei Paesi europei dove il pieno costa meno. Le differenze sono enormi: dai numeri emerge che ci sono distanze tra i listini che arrivano anche a 57 centesimi di differenza al litro. Su un pieno significa 30 euro in più (o in meno a seconda del luogo in cui ci si trova). Così per risparmiare qualcuno si organizza con viaggi condivisi. Il fenomeno permette di condividere i costi della benzina. In rete sono spuntati portali (blablacar.it o carsharing.it) che mettono in contatto automobilisti e utenti che vogliono spostarsi in tutta Europa e verso le condivisa c’ è posto anche per i bagagli che magari in aereo costerebbero un extra in più. Tornando ai listini, l’ Italia, neanche a dirlo, è il posto in cui il carburante costa di più. Ci batte soltanto l’ Olanda dove un litro di benzina costa 1,85 euro (i dati sono stati rilevati il 24 giugno). Da noi è in media intorno a 1,79 euro secondo l’ Adac (anche qui il dato è fermo al 24 giugno). Ci tocca pagare di più oppure fare turismo del distributore. Il risparmio non è poco. Si paga dimeno in Polonia con 1,28 euro al litro. Anche in Repubblica Ceca è molto bassa con 1,32 euro al litro, appena. Tra i Paesi con il carburante low cost c’ è anche la Croazia (1,43 euro al litro), una delle mete preferite per le vacanze anche dagli italiani. Ad aspettarli quest’ anno, ma in passato era anche meglio, c’ è un taglio sul pieno di quasi il 25 per cento. Non è una cifra da poco su percorsi lunghi. Stessi costi (o risparmi) anche in Spagna che ci fa compagnia nel club dei Paesi al centro della crisi dell’ euro, ma probabilmente non ha visto l’ incremento di accise sui carburanti che invece è toccato a noi. Anche la ricca Svizzera, un’ altra meta favorita da molti vacanzieri, ha listini contenuti: un litro di benzina costa intorno all’ euro e mezzo. Quasi il 20 per cento in meno rispetto a quello che paghiamo noi. La differenza di prezzo è nota agli automobilisti di confine che vanno a fare il pieno nel Paese delle Alpi, non solo dall’ Italia ma anche da Francia e Germania. La Svizzera li accoglie tutti a braccia aperte anche perché significano più entrate per il Fisco svizzero: i dati del 2012 riferiscono di 144 milioni di euro (175 milioni di franchi) di tasse sui carburanti arrivate a Berna proprio dalle tasche di quegli automobilisti europei che vogliono approfittare dei prezzi bassi ai distributori elvetici. E proprio in tasse se ne va gran parte dei soldi che paghiamo per un litro di carburante. L’ Italia anche in questo è imbattibile o quasi (al nostro livello c’ è solo l’ Olanda nella classifica europea). Da noi il prelievo del Fisco sulla benzina raggiunge l’ euro tondo al litro. In altri Paesi, come la Germania, questa quota si ferma ai 90 centesimi. Ed è comunque una delle soglie più elevate.
anna pezzi
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