La nuova Ulss pensi alle persone
comitati e associazioni temono un aumento della burocrazia con la struttura centralizzata
L’ Asl 3 Serenissima? Un work in progress tutto da scoprire. Ci vorranno uno o due anni perché la nuova maxi azienda sanitaria su scala metropolitana vada a regime, com’ è stato spiegato dal direttore generale dell’ Asl Giuseppe Dal Ben nella presentazione dell’ altro giorno dopo l’ entrata in vigore della riforma a Capodanno. E, così, anche la gente aspetta di capire bene cosa cambierà nella vita di tutti i giorni delle prestazioni sanitarie che, hanno rassicurato dagli uffici di via Don Tosatto, non dovrebbero subire contraccolpi a fronte di una profonda riorganizzazione sul piano amministrativo. È già on line il nuovo sito internet unificato, che pure rimanda ai vecchi portali dell’ Ulss 12 (Venezia e Mestre), 13 (Dolo e Mirano) e 14 (Chioggia), che adesso sono diventati formalmente tre distretti dentro all’ unica macroarea. Poi ci sono già i nuovi totem negli ospedali, il logo fresco di elaborazione e le mail che rinviano a dipartimenti unificati. Soprattutto c’ è il Cup unico, che permette di prenotare una visita anche in un ospedale molto distante dalla zona di residenza. Tutte novità a cui guarda pure il mondo dell’ associazionismo sanitario con una sostanziale riserva di giudizio. I tecnicismi non ci interessano, noi ci preoccupiamo che la nuova Asl possa migliorare l’ efficienza del servizio, la semplificazione delle azioni e l’ umanizzazione delle cure su cui molto resta ancora da fare, dice Bruno Malaguti, presidente del Centro per i diritti del malato dell’ ospedale dell’ Angelo che sottolinea: Se non si otterranno questi obiettivi, la riorganizzazione sarà stata del tutto inutile. Non sappiamo ancora molto di quello che sarà, ma di certo c’ è che nelle riunioni a cui abbiamo partecipato abbiamo sentito parlare poco di pazienti e di attenzione alla persona. Se il responsabile dell’ associazione Cuore Amico di Mirano Nicolò Cammarata spiega che è finita l’ epoca del campanilismo con Mestre che fungerà da riferimento, ma Dal Ben comunque ci ha rassicurato sull’ assistenza, il numero uno del Codacons regionale e provinciale Franco Conte avanza due dubbi: La maxi-azienda rischia di diventare una struttura centralizzata che risponderà alla burocrazia senza alcun confronto con gli organi rappresentativi della cittadinanza, vale a dire Commissione e Consiglio regionale. Temo, poi, che all’ attenzione per la componente sanitaria non corrisponderà quella per la parte sociale, proprio mentre i Comuni faticano sempre di più a prendersene carico. Dal Ben è sempre stato un interlocutore serio e attendibile, perciò auspichiamo che ci aiuti a chiarire alcuni aspetti. riproduzione riservata.
alvise sperandio
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