29 Giugno 2002

La nuova moneta ci costa due milioni di più all`anno

La nuova moneta ci costa
due milioni di più all`anno


Crisi da euro e nostalgia della lira? A vedere i risultati di recenti sondaggi il 70 per cento degli italiani vorrebbe tornare indietro. E` il segno che nell`epoca della moneta unica europea la vita, almeno per chi deve fare i conti con un reddito medio basso, è diventata più difficile. Gli italiani se ne sono accorti già da tempo. E ora lo dice anche una ricerca fatta dalla camera di commercio di Milano con l`università Cattolica.
In Italia le cose si stanno rivelando peggiori del previsto e peggiori che nel resto d`Europa. L`effetto puramente speculativo sull`aumento dei prezzi è stato calcolato in 0,6-0,7. Superiore di un decimo di punto rispetto a quello stimato a livello europeo di 0,5-0,6. Anche se il buon andamento complessivo dell`inflazione italiana ne ha attutito gli effetti nelle statistiche.

L`impennata

Avevano ragione le associazioni dei consumatori, che prima di altri hanno gridato all`impennata dei prezzi dipendente dall`introduzione della moneta unica. Come il Codacons e l`Adusbef, che pure avevano indicanto un`incidenza più bassa, 0,5, rispetto a quella ora accertata.
Così anche i loro calcoli devono essere aggiornati e valutati in un costo annuo variabile (in relazione ad un ventaglio-campione di redditi) tra 650 euro (1 milione e 300 mila lire) e 1200 (2 milioni e 400 mila l`anno) a carico delle famiglie.

Alla fine del mese

Le stesse associazioni hanno anche stimato che proprio in seguito all`aumento dei prezzi al consumo, il 47 per cento delle famiglie italiane monoreddito, avendo lo stesso stipendio dell`anno scorso, non ce la fa più ad arrivare alla fine del mese, perché l`euro s`è mangiato una settimana del loro stipendio.
L`effetto euro si è fatto sentire in modo significativo al momento di pagare l`assicurazione, il consulente finanziario, il farmacista. Ma non solo.
Paghiamo di più anche l`albergo, il ristorante e perfino il noleggio delle videocassette. E per consolarci non ci resta che guardare ai prezzi che sono scesi per le tv, gli apparecchi audio-visivi in genere, le macchine fotografiche, i tabacchi, le comunicazioni, l`elettricità e i combustibili.
«L`introduzione dell`euro ? osserva Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano ? come moneta unica ha avuto l`effetto di un piccolo `shock` sul comportamento dei consumatori e delle imprese, perché ha cancellato dalla memoria collettiva i prezzi per tutti i beni non più espressi in lire. Dalla ricerca emerge in particolare un lusinghiero risultato per Milano. Qui l`aumento del tasso di inflazione imputabile all`effetto euro è inferiore a quello per l`Italia ed è uguale a quello europeo, segno di un tessuto produttivo che non ne ha approfittato, salvo rare eccezioni. Tuttavia bisogna ancora aspettare prima di poter trarre conclusioni definitive, perché l`effetto euro sarà distribuito su un periodo più lungo di quello ipotizzato ed arriverà probabilmente fino al mese di settembre».

Al nono posto

I prezzi sono volati con quote doppie rispetto al tasso di inflazione nelle assicurazioni con +4,5, negli alberghi con +4,2 e nei servizi ricreativi con +3,1. L`impatto è stato, come si diceva, più alto in Italia che negli altri paesi europei, anche se in questi ultimi l`inflazione è cresciuta di più che da noi, tant`è che l`Italia si trova al 9.o posto nella graduatoria della crescita inflattiva, in coda con Lussemburgo, Austria e Portogallo. Ma anche in questo caso c`è poco da rallegrarsi perché, come si sa, gli ultimi dati danno un`inflazione in cresciuta rispetto al mesi precedenti.

Pesano gli alimentari

E ora vediamo le tipologie di spesa che hanno maggiormente influito sull`eurostangata. A dare il maggior contributo alla crescita dei prezzi hanno pesato per il 24,7 per cento i generi alimentari, per il 13,4 i mezzi di trasporto, per l`11,6 i pubblici esercizi e le mense, per l`8,5 gli alberghi, per il 7 per cento l`acquisto di mezzi di trasporto, per il 6,9 i servizi ricreativi, per il 6,4 le medicine e i prodotti farmaceutici.
La città dove l`introduzione dell`euro ha fatto crescere di più i prezzi è stata Cagliari con +1,58, l`ultima, beata lei, Milano con +0,60. Posizioni intermedie per Perugia con +1,14 e Ancona +1,12, non benissimo Bologna a +1,03 e un po` meglio Firenze con +0,87.

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