10 Novembre 2014

La nuova metro si ferma alla prima corsa

La nuova metro si ferma alla prima corsa

La nuova Metro C inciampa alla prima corsa. La terza linea della metropolitana, dopo 20 anni dal primo progetto preliminare, 12 dalla Legge Obiettivo e 7 dalla posa della prima pietra, ieri mattina ha finalmente aperto al pubblico nella sua tratta più esterna e periferica, da Pantano a Centocelle. Il tratto inaugurato misura 12,7 km per 15 stazioni (5 in sotterranea, 10 in superficie) e sarà aperta tutti i giorni alle 5.30 alle 18.30. Puntuale, è arrivato anche il primo fuori programma: il primissimo treno, partito alle 5.30 dal capolinea di Centocelle in direzione Monte Compatri, è stato limitato alla stazione Due Leoni, cinque fermate prima del traguardo. I passeggeri (per lo più giovani appassionati di trasporti) sono stati fatti scendere ed hanno dovuto attendere la vettura successiva per terminare il loro viaggio, mentre il convoglio “evacuato” ha ripreso la propria corsa in maniera regolare. A quanto pare, a determinare il blocco è stata la permanenza di un operaio di Ansaldo sui binari, due fermate più avanti, intento ad aggiustare un guasto al circuito elettrico. A confermare la notizia gli stessi passeggeri: “Ci hanno fatto scendere e abbiamo dovuto aspettare un altro convoglio – racconta il blogger “Trenino Blu” – niente di grave, abbiamo visto di peggio”. Certo, nulla in confronto ai guasti nelle ultime settimane di collaudo. Ma l’ imbarazzo che l’ imprevisto sia avvenuto alla prima corsa ha portato Atac inizialmente a smentire, salvo confermare per bocca dell’ assessore capitolino alla Mobilità, Guido Improta: “Cosi i gufi saranno contenti – ha riferito serio – il fatto che il treno si sia fermato è una conferma in più di quanto sia sicura questa metro, il suo tasso di efficienza è del 98%”. A dir la verità, qualche imperfezione c’ è stata anche durante l’ affollatissimo primo viaggio inaugurale compiuto dal sindaco Ignazio Marino e dalla sua Giunta al completo, partito alle 10 dal capolinea di Pantano. Arrivati alla stazione di Torre Angela, infatti, il convoglio non si è fermato in maniera perfettamente simmetrica alle porte di banchina: un’ indecisione del cerimoniale del sindaco ha mandato per qualche decina di secondi in tilt il sistema di apertura delle porte, con gli addetti Atac bravi a metterci una pezza. E una “pezza”, letteralmente, c’ e’ voluta anche per asciugare la pozzanghera che si era formata alla banchina della stazione di Giardinetti, forse ancora fra i postumi dell’ allagamento di giovedì pomeriggio. Il sindaco Ignazio Marino, tuttavia, è apparso molto soddisfatto: “Un progetto centrale per i romani bloccato per anni. C’ è voluta tanta determinazione nel superare tutti quelli che per un motivo o per l’ altro avevano interesse a non farci andare avanti. E nel 2015 arriveremo a San Giovanni”. Inaugurazione affollatissima dunque quella di ieri ma che non ha superato il livello comunale, nonostante il respiro (e l’ investimento) nazionale dell’ opera. La giunta capitolina era al completo. Presente anche il sindaco di Monte Compatri, Marco De Carolis. Ma, ad esempio, per la Regione Lazio (azionista al 12%) si è registrata solo la presenza, molto defilata, dell’ assessore alle Infrastrutture, Fabio Refrigeri. Del tutto assente il Ministero dei Trasporti, che pure ha finanziato la linea per il 70%. Più che presente, invece, il Codacons che ha pensato bene di “ispezionare” la linea. “Una situazione di particolare pericolosità si registra presso il capolinea di Monte Compatri-Pantano – denuncia l’ associazione – fuori da tale stazione, infatti, per raggiungere l’ altro lato della Casilina gli utenti si ritrovano strisce pedonali “invisibili”. A bordo dei vagoni non va meglio: sedute rigide e spazio limitato per le gambe. Ancora, a Grotte Celoni, ascensore e scala mobile fuori uso”.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox