«La nuova Aia penalizza Enel» «Non è vero va annullata»
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fonte:
- Il Messaggero
Tidei parla di sensibile calo delle emissioni con il recente accordoMA IL CODACONS INSISTE COL RICORSO CONTRO L’ AUTORIZZAZIONE E SOSTIENE CHE C’ È ANCHE «UN PERICOLO RADIOATTIVITÀ» INQUINAMENTO «I dati parlano chiaro e dicono che, proprio grazie al rinnovo dell’ Aia, le emissioni inquinanti di Torre Nord sono state ridotte». Il sindaco Pietro Tidei risponde a Codacons e Medici per l’ Ambiente passando ai raggi x l’ Autorizzazione integrata ambientale «che – aggiunge – è talmente penalizzante per l’ Enel che presto, vedrete, ci chiederà di rivederla». Nel merito il primo cittadino ritiene che il fatto che il controllo delle emissioni sia passato su base giornaliera, e non più annuale, «condizioni pesantemente la Spa elettrica. Al termine del 2013 andremo a verificare quanto la situazione sarà migliorata». Ma nel frattempo i civitavecchiesi cosa respirano? «Con il rinnovo dell’ Aia – risponde Tidei – sono state fatte delle conquiste importantissime. Le grosse novità riguardano la riduzione di monossido di carbonio da 130 a 120mg/Nm3, l’ introduzione di un vincolo di emissioni massiche di 2000 tonnellate che non ha precedenti per Torre Nord e per le altri centrali termoelettriche, mentre per le polveri è stato ridotto a 8mgNm3 il limite giornaliero e da 15 a 10 quello orario». Il sindaco ricorda anche la riduzione di ossido d’ azoto (NOx), biossido di zolfo (S02) e polveri e l’ introduzione di restrizioni, che prima non erano previste, per le concentrazioni giornaliere di polveri e i macro inquinanti con l’ ammoniaca scesa da 390 a 160mg/Nm3. «Mi sembra che sia ora di finirla con le polemiche e mi riferisco anche ai contributi che l’ Enel ci ha dato perché ho fatto la voce grossa – sbotta Tidei – e sono pronto a un confronto pubblico su questi dati con Codacons, Medici per l’ Ambiente e chiunque ancora abbia dubbi sull’ Aia, anche se a mio avviso si deve cominciare a pensare alle vere fonti di inquinamento: il traffico veicolare, quello delle navi e quello di Tirreno Power, con cui sono stato chiaro chiedendo una convenzione in tempi rapidi». IL RICORSO La battaglia per l’ ambiente sembra insomma destinata ad andare avanti, ma nel frattempo il Codacons la prosegue anche sul piano legale con la class action (per l’ annullamento dell’ Aia e la richiesta di un risarcimento di 1500 euro pro-capite per i cittadini) lanciata sabato scorso, che potrebbe avere una integrazione. «Stiamo valutando l’ ipotesi di inserire nel ricorso – annuncia la presidente regionale Sabrina De Paolis – una richiesta al Tar di sospensiva dell’ Autorizzazione per i rischi di radioattività derivati dal polonio e dal gas radon, che non sono stati presi in considerazione dall’ Aia». I legali del Codacons stanno lavorando all’ integrazione proprio mentre sul sito (www.codacons.it) e alla sede di via Sabatini arrivano decine e decine di adesioni, per le quali c’ è tempo fino al 10 giugno. Ciro Imperato © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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