LA NOVITÀ
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fonte:
- Il Gazzettino
ROVIGO Fare la spesa anche in Polesine costa un po’ di più dall’ 1 gennaio. Non si parla di grosse cifre, ma comunque di un aspetto che qualche piccola perplessità sta destando, in particolare nel mondo di internet e dei social. Si tratta di quella che è già stata ridefinita tassa sulla spesa, legata all’ entrata in vigore della legge di conversione 123 del 3 agosto 2017 inserita nel decreto Mezzogiorno al cui interno, nell’ articolo 9-bis, vengono individuate nuove caratteristiche tecniche per i sacchetti della spesa e soprattutto ne viene indicata l’ obbligatorietà di costo compreso tra i 2 e i 10 centesimi. BIODEGRADABILI Semplificando al massimo, i sacchetti dovranno essere biodegradabili e compostabili e avere un contenuto minimo di materia prima rinnovabile di almeno il 40%. Il testo della nuova legge d’ altro canto indica che tali borse di plastica non potranno essere distribuite gratuitamente e che il prezzo per singola unità debba essere indicato nello scontrino fiscale o fattura d’ acquisto. Pene severe anche per chi dovesse infrangere tali indicazioni, con multe per i rivenditori comprese tra i 2.500 e i 25mila euro, ma che potranno arrivare fino a 100mila in caso di gravi inadempienze. NEI SUPERMERCATI A una rapida carrellata, la novità è subito entrata in vigore nei supermercati rodigini. Quasi tutti hanno riportato i termini di legge e sottolineato gli aspetti positivi in chiave ambientale, ma tra i consumatori non tutti hanno recepito nel migliore dei modi la novità. Un impegno di tutti a difesa dell’ ambiente si legge sui cartelli affissi al Centro commerciale 13 di Borsea, dove il costo dei sacchetti è di 2 centesimi, lo stesso che si ritrova nella catena Interspar, sia alla Fattoria che nel nuovo punto vendita di viale Porta Adige, dove viene particolarmente sottolineato come la scelta fosse ricaduta sui 3 centesimi, prezzo invece tagliato con indicazione aggiornata a 2, con il titolo La Terra chiama? L’ Italia risponde. Dalla direzione un rimando alla sede centrale per informazioni e nemmeno una dichiarazione sul costo, pur essendo lo stesso indicato. Il periodo festivo certo non aiuta ad avere una risposta nemmeno dalle associazioni dei consumatori, che a livello nazionale hanno già fatto montare la protesta. L’ osservatorio sulle bioplastiche stima una spesa media, considerando un consumo di circa 400 sacchetti all’ anno per famiglia, tra i 4 e i 13 euro, mentre il Codacons, associazione di tutela dei consumatori, si sbilancia tra i 20 e i 50. Da un sondaggio dell’ agenzia specializzata Ipsos, tra gli intervistati il 71% pensa che si tratti di un esborso notevole, ma solo il 28% si è detto contrario e il 58% si è mostrato comunque favorevole. INDICAZIONI TRA LE CORSIE In generale, negli spazi dei supermercati tra Adige e Po, pochi sembrano soffermarsi a guardare i nuovi cartelli e forse sono ancora ignari della novità. Anche al Famila la spesa indicata è di 2 centesimi (ma interpellati telefonicamente è stato indicato il costo di 1), mentre la cifra non viene riportata, nonostante i cartelli con la legge, nè al Lidl nè all’ Alìper. «Abbiamo optato per una cifra di 1 centesimo – commenta il responsabile Alìper, Luciano Mantovani, anche lui demandando per maggiori chiarimenti alla sede centrale di Padova – Per ora non ci sono state lamentele, forse anche perché il costo è irrisorio e ci confrontiamo con altre realtà dove ho sentito sono stati richiesti fino a 4 centesimi. Da quanto ho percepito, non deve andare fuori un sacchetto che non sia biodegradabile e dev’ essere indicato nello scontrino: il problema sta nel trasporto all’ interno, per evitare sprechi, sporco e immondizia». Andrea Gardina.
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